Fibra dixit: le droghe, le canne, il rap italiano, i talent e Manuel Agnelli

Fibra dixit: le droghe, le canne, il rap italiano, i talent e Manuel Agnelli

Fabri Fibra ha accettato di farsi intervistare dal frontman dei Thegiornalisti Tommaso Paradiso (qui in versione the-giornalista, appunto) per il numero di maggio di Rolling Stone, la cui copertina è dedicata proprio al rapper. Fabri Fibra parla in maniera esplicita della sua dipendenza dalla marijuana e dice la sua sul panorama musicale italiano contemporaneo, sui rapper, sui talent show - tirando in ballo pure Manuel Agnelli.

A proposito del suo rapporto con le droghe, Fibra racconta di aver cominciato a farne uso dopo essersi trasferito a Milano, nei primi anni di carriera:
 

"Avevo un successo grossissimo, venivo da una fabbrica, sono arrivato a Milano e in quel momento lì sono arrivate le droghe e non capivo più un cazzo. Ero offuscato, la gente mi vedeva e diceva: questo qua è un cattivo esempio".


Paradiso gli domanda: "Mi dici quante canne ti fai al giorno?". E il rapper risponde:
 

"Di giorno poche, la notte un casino (ride), una fumeria. Vuoi sapere un numero? Sette. Sette canne a notte".


Fibra, poi, si fa serio e rivela:
 

"La mia più grossa paura è continuare a vivere con la dipendenza della marijuana. Ho un casino, vorrei essere libero adesso. Quando sono in aereo e ho il fumo nascosto, e ho lo spacciatore che mi aspetta e mi devo ritagliare la mezz'ora... Non ce la faccio più, mi sono rotto i coglioni. E per questo, in realtà, vorrei che si legalizzasse. [...] Se non fumo non dormo, non mangio, non cago, non scrivo, non ascolto la musica. Questa è la mia grossa paura, vivere con questo problema".


A proposito dell'industria musicale di oggi, invece, il rapper di "Tranne te" commenta:
 

"Ora ti accorgi che quello figo è lo chef, i cantanti non se li caga più nessuno. L'arte in Italia non conta un cazzo, se no fosse per i fan. Tu mandi un messaggio e non viene approfondito. Il mercato è fatto di ormoni, di gruppi teen. L'industria musicale si concentra sui giovanissimi, superati i vent'anni cazzi tuoi se vuoi fare la musica, cazzi tuoi se hai un pubblico".


Sul rap italiano, invece...
 

"Io con il rap non c'entro un cazzo. Sono il rapper più odiato dai rapper. Perché il rapper italiano è una bruttissima persona: vive nell'ombra di quelli americani".


Quanto ai talent, infine, Fibra dice di aver ricevuto un'offerta da un milione di euro per far parte della giuria di un talent (di cui non fa il nome), ma di averla rispedita al mittente, e coglie l'occasione per commentare pure la partecipazione ad "X Factor" di Manuel Agnelli:
 

"Me l'hanno chiesto mille volte: mi hanno anche offerto un milione di euro. Io ho detto no, perché, se firmo 'sto contratto, finisce che te lo devo dare io il milione. Non riuscirei ad arrivare alla fine, alla terza puntata sverrei. Mi prende un attacco di panico, se questi mi urlano, io mi alzo e urlo. Non ce la farei mai. [...] Non mi merito di finire a sentire gente che non sa cosa cazzo sta facendo. Vedevo quest'anno Manuel Agnelli... Manuel, ma ti sminuisci così? Stai dando opportunità a dei nullafacenti di avere la tua attenzione!".


Fabri Fibra ha scritto insieme a Tommaso Paradiso una delle canzoni contenute all'interno del suo nuovo album "Fenomeno" (leggi qui la nostra recensione), "Pamplona": il brano è uscito come singolo oggi, insieme al relativo videoclip.

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