Rolling Stones, 47 anni di 'Exile on Main St.': la storia canzone per canzone (disco 2) (1 / 9)

Rolling Stones, 47 anni di 'Exile on Main St.': la storia canzone per canzone (disco 2)

Ecco, di seguito, storia - canzone per canzone - di tutti i brani inseriti nel secondo disco di "Exile on Main St." dei Rolling Stones:

Happy - 3:04

La registrazione di Happy avviene in una circostanza insolita: un raro caso in cui Richards è al lavoro mentre gli altri della band non sono ancora arrivati in studio. Richards: “È successo tutto in una seduta fantastica, quando eravamo in Francia a registrare Exile. Io avevo il riff. Il resto degli Stones era in ritardo, chi per una ragione, chi per un’altra. Solo io, Bobby Keys e Jimmy Miller eravamo all’opera. Ho detto: ‘Ho questa idea, buttiamola giù prima che arrivino gli altri’. Allora ho inciso un po’ di chitarra e di voce. Bobby era al sax baritono e Jimmy alla batteria. L’abbiamo ascoltata e ho detto che ci potevo mettere un’altra chitarra e il basso. Arrivati gli altri, avevamo praticamente finito il pezzo. Adoro quando le cose vengono così spontanee, come se ti colassero dalle dita. Ed ero piuttosto contento, ragione per cui alla fine è stato intitolato Happy”.
Il pezzo dimostra che, nelle condizioni giuste, Richards è in grado di arrivare velocemente a un risultato. La canzone diventa uno dei suoi cavalli di battaglia in concerto, nonché un singolo di discreto successo sul mercato americano (ventiduesimo posto, con All Down The Line sul lato B). A proposito della registrazione lampo c’è anche il ricordo di Bobby Keys: “Avevo appena preso un sax baritono nuovo di zecca – perché buona parte dei nostri strumenti era stata rubata – ed ero in cantina a suonarlo; Keith è sceso e ha cominciato a suonare una progressione di accordi. Era Happy. Volevo sentire la nota più bassa del mio baritono, così quando Keith è arrivato alla parte che dice ‘I need a love to keep me happy’, io ho suonato la nota più bassa e gli occhi di Keith si sono illuminati. […] Ho sempre pensato di avere aiutato Keith a scrivere quella canzone, ed è quello che dice anche lui, ma io non compaio fra gli autori e non ricevo diritti. In realtà non ho fatto niente di che. Stavamo solo improvvisando. Lui ha scritto la canzone, lui ha scritto il testo. Però mi piace stuzzicarlo: ‘Ehi, amico, io ero lì’. Al che lui risponde: ‘Sì amico, eri lì; avresti dovuto scrivere qualcosa! Avresti dovuto dire qualcosa di creativo!’”.
Happy è inclusa negli album dal vivo Love You Live, Live Licks, Some Girls Live In Texas ’78 e Sweet Summer Sun (sul DVD in tutte le edizioni; su CD solo nell’edizione giapponese) e sui live in download The Brussels Affair ’73, L.A. Friday (Live 1975) e Live At The Tokyo Dome.

Tratto da "Il libro nero dei Rolling Stones", di Paolo Giovanazzi, Giunti Editore (384 pagine, € 16,92)

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