Rolling Stones, 48 anni di 'Exile on Main St.': la storia canzone per canzone (disco 2) (2 / 9)

Turd on the Run - 2:37

Non si conoscono molti dettagli a proposito della registrazione di Turd On The Run, un pezzo in stile rockabilly probabilmente nato durante un’improvvisazione nello scantinato di Nellcôte. Come accade in altri brani di Exile, il contrabbasso di Bill Plummer è stato sovrainciso successivamente a Los Angeles.
Il testo si riferisce a una relazione finita male, e non ha caratteristiche che lo elevino sopra la media della produzione del gruppo, se non il sospetto che possa essere una frecciata di Richards nei confronti di Jagger: infatti il periodo di registrazioni a Nellcôte causò non pochi attriti fra i due.

Jagger era innervosito dagli orari imprevedibili di Richards e dalle molte ore sprecate in attesa che il chitarrista decidesse di farsi vivo e mettersi al lavoro. Da parte sua, Richards si irritava quando c’era del materiale da finire e Jagger partiva per raggiungere a Parigi la sua compagna Bianca, incinta. Jimmy Miller: “Mi è successo spesso di andare da Keith a pranzo, dopo un’ottima nottata di registrazione, e di capire subito, vedendolo, che c’era qualcosa che non andava. Mi diceva: ‘Mick ha di nuovo portato il culo a Parigi’. C’era risentimento nella sua voce, perché pensava che stavamo realizzando qualcosa di buono, e che la magia avrebbe potuto non esserci più una volta che Mick fosse tornato”. Di qui l’ipotesi che lo “stronzo in fuga” del titolo possa essere Jagger dal punto di vista di Richards. Non c’è comunque alcuna conferma da parte dei diretti interessati. Turd On The Run non è mai stata eseguita in concerto dagli Stones e resta un episodio minore dell’album.

Tratto da "Il libro nero dei Rolling Stones", di Paolo Giovanazzi, Giunti Editore (384 pagine, € 16,92)

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