Date a Morgan quel che è di Morgan: un programma (anche in seconda serata) sulla storia della musica

Date a Morgan quel che è di Morgan: un programma (anche in seconda serata) sulla storia della musica

A Roma c'è un detto che fa "La sora Camilla, tutti la vònno e nissuno la pija", traducibile così: "La signora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la prende". Ecco, Morgan è un po' come la signora Camilla: tutti lo vogliono, ma nessuno se lo prende. L'ex frontman dei Bluvertigo, che da qualche anno a questa parte sembra più impegnato a livello televisivo che discografico (non pubblica un disco di inediti da dieci anni), cerca un posto, una collocazione, ma non riesce a trovarla: e allora corre dal bancone dei giudici di "X Factor" a quello della finale di "Ballando con le stelle", passando per la poltrona di direttore artistico di "Amici".

A "X Factor" è finita malissimo. Ad "Amici" pure: e Maria De Filippi, che sperava che nel suo programma Morgan potesse trovare finalmente modo di far conoscere sé stesso e le cose che sa, si è detta dispiaciuta per non essere riuscita a fare emergere il lato più interessante e importante del cantautore, quello di appassionato e storico delle canzoni (e della musica, più in generale). Dopo molto vagare, la scorsa settimana Morgan è finito nella sala da ballo di Milly Carlucci: ha raccontato la storia del valzer, da Johann Strauss a De André, passando per Chopin, Ravel e Šostakovic. Una vera e propria lezione sul valzer, insomma, che poteva essere un flop e che invece è stata una roba bellissima. L'esperimento è stato ripetuto ieri sera, durante la finale di "Ballando con le stelle": l'ex frontman dei Bluvertigo ha fatto una mini-lezione sul tango, dalla nascita di questo ballo nei sobborghi di Buenos Aires fino alle sue evoluzioni nell'ambito della musica pop. Un momento di grande tv e di ottimo servizio pubblico - qui il video.

Morgan è un musicologo per vocazione, uno che la musica la conosce bene, la ama e ama parlarne. Lo ha dimostrato più volte. Chi lo segue e ha letto i suoi libri, "In parte Morgan" del 2008 e "Il libro di Morgan" del 2014, non può non essere rimasto affascinato dai ragionamenti su Bach, Battiato e Bowie o sull'interessante analisi di una canzone popolare come "O mia bela Madunina". Chi lo ha visto in tv, invece, non può essere rimasto indifferente di fronte all'esibizione sulle note della "Patetica" di Beethoven "trasformata" in canzone a "X Factor" (ecco il video, se ve la siete persa) o a quella dello scorso anno ad "Amici" sulle note di Bach (una performance che resta qualcosa di meraviglioso - e che potete rivedere qui). Altre belle chicche le ha offerte come ospite del programma di Massimo Ranieri, "Sogno o son desto", e pure nella recente ospitata da Paolo Bonolis a "Music". Il ruolo in cui sembra trovarsi più a suo agio è proprio quello di divulgatore della musica, di narratore: lontano dalla tensione della gara e della competizione, che sembra tirare fuori il peggio di Morgan.

Sarebbe bello se la Rai, dopo le due ottime "prove generali" a "Ballando con le stelle", affidasse a Morgan un programma in cui il cantautore possa fare quello che gli riesce meglio: raccontare la musica, la storia della musica, magari partendo proprio dalle origini e arrivando fino alla musica liquida dei nostri giorni, passando per i grandi compositori dei secoli passati e le canzoni simbolo della musica del '900. Ecco: per il programma di Morgan ci accontenteremmo anche di una seconda serata su Rai5. La musica ne sarebbe felice, e noi anche.

di Mattia Marzi

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