Syria: "In futuro sogno di portare in teatro l'arte di Gabriella Ferri e lavorare con Vasco Brondi"

Syria: "In futuro sogno di portare in teatro l'arte di Gabriella Ferri e lavorare con Vasco Brondi"

Esce il nuovo album di Syria “IO+IO” (Universal), già anticipato in rotazione radiofonica da qualche settimana dal singolo “Lontana da te”, canzone scritta da Il Cile. Il disco celebra i primi venti anni di carriera della interprete romana ed è composto da diciotto brani la maggior parte dei quali estratti dalla serata del 2 dicembre 2015 al Teatro Grande di Brescia, quando Syria si festeggiò con il concerto ‘Vent’anni in una notte’.

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Quella sera venne raggiunta sul palco a festeggiare da alcuni amici che hanno duettato con lei interpretando canzoni del suo repertorio con l’accompagnamento dell’Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal maestro Bruno Santori. A questi brani registrati dal vivo si aggiungono cinque inediti e la cover della canzone di Ambra “Io te Francesca e Davide”.

Syria disponibile e sorridente ha presentato l’album alla stampa spiegando come è nata l’idea di quel concerto che ora ha portato a questo disco. “Ero in vespa con Pierpa, mio marito, che a un certo punto mi ha ricordato che cadeva il ventesimo anniversario della mia carriera e che magari si poteva fare una pensata. Bruno Santori ci ha proposto e messo a disposizione la sua filarmonica e il tutto si è concretizzato nella splendida serata al Teatro Grande di Brescia”.

Nel ricordo di Syria quella è stata una serata veramente del tutto speciale, addirittura magica. Dove più volte è salita forte la commozione. Anzi, a dirla tutta, la commozione è salita sin dall’inizio, quando La Pina ha recitato una fiaba a lei dedicata, e non se ne è più andata, con momenti di picco quando tra i messaggi di auguri mandati dagli altoparlanti sul palco si è ascoltato anche quello di Mina. Dice di quel live che “sarebbe stato bello avere sul palco con me altre amiche, a partire da Loredana Bertè. Ma anche Cristina Donà, Nada, Arisa, ma è stato bellissimo comunque”.

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Il titolo del disco è un semplice e innocente gioco di parole che lascia intendere che sono trascorsi 10 anni più 10 anni, ma può essere letto anche come un io più io, ovvero Syria al 100%. Una carriera lunga venti anni o, come piace dire a lei con giusto orgoglio - ‘più o meno 115 canzoni incise’ - che è divisa esattamente in due parti. Questo il suo racconto di questi venti anni: “I primi dieci anni sono stati vissuti più classicamente da cantante pop con le partecipazioni al Festival di Sanremo e le canzoni radiofoniche. Poi l’incontro con Paolo Rossi e il teatro (95 repliche di “Chiamatemi Kowalski, il ritorno”) mi ha cambiato personalmente molto e da lì sono nate altre cose e mondi diversi tra loro come l’avvicinamento alla scena musicale indipendente italiana di una decina di anni fa che si è concretizzata in un tour con i Perturbazione e nell’album “Un’altra me” prodotto da Cesare Malfatti. Poi è venuta la elettrodance del progetto Airys e lo spettacolo di teatro-canzone – senza esagerare con i termini e con il rispetto che si deve a tale definizione – ‘Bellissime’ dove omaggio la canzone italiana al femminile”.

Raccontata questa avventura si deve fare un bilancio della stessa e, a precisa domanda su cosa, in questi anni le è piaciuto di più e cosa di meno, risponde: “Piaciuto di più il lavoro con Cesare Malfatti con il quale vorrei lavorare nuovamente, piaciuto di meno un certo ostracismo tempo fa di alcune radio che non ho molto compreso”. Archiviato il più che soddisfacente passato, cosa si augura per il futuro Syria? Ci sarà ancora spazio, ad esempio, per una nuova partecipazione al Festival di Sanremo che ti ha lanciata nel 1996 e dal quale manchi dal 2003? “Sarebbe bello. Ho provato ad andarci anche quest’anno, senza fortuna…ma ci riprovo ancora”, dice sorridendo. E quale è il sogno/desiderio/progetto che vorresti si realizzasse? “Portare sul palco Gabriella Ferri. Cantare Gabriella Ferri, leggere le poesie che ha scritto, raccontare Gabriella Ferri. Con tutto il rispetto e la cautela del caso, mi piacerebbe veramente molto. Forse lo dico anche un po’ da romana, ma è stata veramente una grandissima. Questo è il mio più grande desiderio. E mi piacerebbe lavorare con Vasco Brondi.”

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