NEWS   |   Pop/Rock / 22/04/2017

'13 reasons why': 3 ragioni per guardare la serie bollente di Netflix, tra musicassette, Selena Gomez e una colonna sonora di culto

'13 reasons why': 3 ragioni per guardare la serie bollente di Netflix, tra musicassette, Selena Gomez e una colonna sonora di culto

Sui social è argomento di tendenza: se ne discute e si riflette sull'attualità delle tematiche che affronta. Qualcuno ha addirittura lanciato una petizione online per proiettarla nelle scuole. Ma cos'è "13 reasons why" e perché se ne parla tanto?

Si tratta di una nuova serie trasmessa dalla piattaforma di streaming Netflix, ideata dallo sceneggiatore americano Brian Yorkley (vincitore di un Premio Pulitzer per la Drammaturgia, nel 2010, con il musical "Next to normal") e basata sul romanzo "13" dello scrittore Jay Asher (edito negli States nel 2007 e successivamente pubblicato in Italia da Mondadori). La serie è un teen drama che racconta la storia di Hannah Baker, interpretata dalla ventunenne attrice australiana Katherine Langford, una ragazza liceale che si suicida dopo essere stata vittima di alcuni atti di bullismo a scuola. Prima di togliersi la vita, Hannah registra una serie di musicassette in cui racconta, come in una sorta di podcast, la sua storia e i motivi per cui si è suicidata.

Il primo motivo che ha spinto anche noi a scrivere della nuova serie di Netflix è proprio la presenza, nella storia, della musicassetta: icona musicale degli anni '80, anticipatrice delle moderne playlist (chi, tra i quarantenni, non ha composto almeno una volta nella sua vita un mixtape?), la musicassetta è recentemente tornata in voga come il cugino vinile, tanto che già da qualche anno a questa parte alcuni artisti stanno pubblicando i loro nuovi dischi non solo in cd, ma anche in questo formato (secondo un indagine di mercato di Nielsen Music, le vendite delle musicassette sono cresciute del 74% negli Stati Uniti nel 2016). In "13 reasons why" le musicassette svolgono un ruolo chiave: le registrazioni di Hannah Baker vengono fatte recapitare in modo misterioso ad alcuni compagni di classe della ragazza, tra cui Clay Jensen, interpretato dall'attore e musicista americano Christopher Minnette, già visto in "Piccoli brividi" e in alcuni episodi di serie di successo come "Grey's Anatomy", "Ghost whisperer", "The mentalist", "Supernatural", "Lost" e "Lie to me", che è chiamato ad ascoltare tutti i lati di tutte le cassette per scoprire cosa è successo veramente alla sua ex compagna di classe.

Tra i produttori di "13 reasons why" c'è una popstar molto amata dai giovanissimi, Selena Gomez - questo è il secondo motivo che ci ha spinto a parlarvi della serie. E la storia raccontata dalla serie di Netflix riguarda molto da vicino un aspetto della vita (e della carriera) di Selena Gomez: anche lei, come Hannah Baker, è stata vittima di bullismo da ragazzina. Non a caso, il ruolo della protagonista di "13 reasons why" era stato originariamente assegnato proprio a Selena Gomez: in un secondo momento, però, la cantante ha preferito restare dietro le quinte e ricoprire solamente il ruolo di produttrice esecutiva, sia perché si sentiva troppo grande per interpretare Hannah Baker (oggi Selena ha 25 anni: la protagonista della serie ne ha appena 16), sia perché temeva che la sua popolarità potesse in qualche modo distrarre gli spettatori dal messaggio che la serie vuole trasmettere. Sfortunatamente, però, Selena Gomez ha potuto assistere alla maggior parte delle lavorazioni della serie solamente a distanza: nel bel mezzo delle riprese, che si sono svolte nell'estate del 2016 in alcune città della California, la cantante è stata in rehab per curare la depressione e l'ansia.

Selena Gomez, che è salita alla ribalta da adolescente per aver recitato in alcune serie televisive della Disney (su tutte "I maghi di Waverly", in cui interpretava il ruolo della protagonista), non ha mai nascosto di essere stata vittima di bullismo: "Non ero popolare, a scuola. Avevo due amiche, ma restavo sempre nell'ultimo banco dell'aula a farmi i fatti miei. Non mi sentivo sicura. Ero bullizzata ogni secondo di ogni giorno". La cantante ha letto il libro di Jay Asher negli anni del liceo e se ne è subito innamorata, rivedendo sé stessa nella protagonista: "Un giorno mia mamma è venuta a casa con questo romanzo. Avrò avuto 16 o 17 anni. Quando l'ho letto mi sono resa conto che potevo ritrovarmi molto nella storia. E soprattutto, che ci si potevano ritrovare anche i miei fan. Rivedo me stessa in Hannah. Mi ci rivedevo sette anni fa e mi ci rivedo ancora oggi".

Il terzo ed ultimo motivo che ci ha spinto a scrivere di "13 reasons why" riguarda la colonna sonora, che è davvero fighissima: spazia da hit indie come "The night we met" dei Lord Huron a cover di brani pop come "Only you" degli Yazoo, interpretata proprio da Selena Gomez. La stessa popstar è presente anche con una versione acustica di "Kill em with kindness", brano del 2015 che calza a pennello in "13 reasons why": "Uccidili con la gentilezza e vai avanti", canta Selena Gomez nel ritornello della canzone. Ma ci sono anche classici rock come "Fascination street" dei Cure e "Love will tear us apart" dei Joy Division. Anche se non sono contenuti nel disco della colonna sonora, poi, in sottofondo ai vari episodi è pure possibile ascoltare pezzoni come "Whatever you want" degli Status Quo, "See a little light" di Bob Mould e "Vienna" degli Ultravox. E per un attimo sembra di essere ritornati davvero negli anni '80.