Pink's One, il tributo ai Pink Floyd con 'Echoes' al Teatro Greco di Siracusa - VIDEO

Pink's One, il tributo ai Pink Floyd con 'Echoes' al Teatro Greco di Siracusa - VIDEO

La tribute band italiana dei Pink Floyd Pink's One ha registrato un video tributo alla leggendaria band britannica presso il Teatro Greco di Siracusa: nel sito archeologico il gruppo si è prodotto in una rilettura di "Echoes", suite originariamente inserita nell'album "Meddle" del 1971. Il video è stato creato come omaggio al quarantacinquesimo anniversario dello storico "Live at Pompeii", film-documentario sul gruppo di David Gilmour e Roger Waters diretto da Adrian Maben e distribuito nelle sale nel 1974.

Questo il commento al video di Andrea Zanti, chitarrista o co-frontman insieme a Alessandro Di Mauro, dei Pink's One:

Con “Echoes at Teatro Greco”, noi Pink’s One volevamo proporre qualcosa di diverso dagli altri tributi italiani e dalla ormai consolidata prassi che prevede l’organizzazione di eventi e concerti a teatro o in qualche palazzetto, magari con la collaborazione di qualche musicista turnista che ha suonato con i veri Pink Floyd. Lo avevamo già fatto nel 2014 quando, per quattro date in giro per la Sicilia, ospitammo Margret “Machan” Taylor, corista dei Pink Floyd durante il tour mondiale di A Momentary Lapse Of Reason (1987/1988). Questa volta, volevamo mettere in atto un’idea ambiziosa, singolare e mai realizzata prima in Italia: organizzare un evento che ricalcasse le orme del celebre Live at Pompeii del 1971. Avevamo tutte le carte in regola e i pretesti per poterlo fare poiché il 2016 era l’anno del 45esimo anniversario di quel famoso concerto-documentario dei Pink Floyd, David Gilmour aveva da poco suonato all’Anfiteatro di Pompei da solista e, cosa più importante, da Siciliani e soprattutto da Siracusani potevamo contare su una location mozzafiato e invidiata da tutto il mondo: il Teatro Greco di Siracusa. Era il mese di maggio 2016 quando Alessandro Di Mauro, chitarrista, leader e fondatore dei Pink’s One, propose l’idea durante una delle prove del gruppo. Da sempre innamorato della musica dei Pink Floyd, suonare al Teatro Greco di Siracusa era uno dei suoi sogni più grandi, uno di quelli coltivati sin dalla tenera età. L’idea venne immediatamente accolta con grande entusiasmo da parte di tutti i musicisti, pur consapevoli delle difficoltà che sarebbero intervenute nell’ottenere la concessione dell’area e nell’organizzare l’evento da un punto di vista logistico e soprattutto economico. L’idea iniziale era quella di proporre un’esibizione della band davanti a un pubblico pagante in modo da ammortizzare i costi d’organizzazione e puntare sul clamore e sull’entusiasmo che avrebbe suscitato un’iniziativa del genere. Negli anni, infatti, il Teatro Greco aveva visto esibirsi solo pochi artisti famosi in sporadiche occasioni (Andrea Bocelli nel 2011; prima ancora Gianni Morandi e Lucio Dalla nell’estate 1988) e nessun gruppo emergente. L’ipotesi del concerto venne poi scartata poiché nell’area archeologica di Siracusa, fatta eccezione per i cicli di rappresentazioni classiche organizzati dall’INDA (l’Istituto Nazionale del Dramma Antico), non era e non è attualmente possibile svolgere concerti di musica dal vivo per motivi inerenti allo stato di conservazione del luogo. Esclusa l’ipotesi di un concerto, pensammo successivamente che potesse bastarci anche la semplice realizzazione di un videoclip, girato a porte chiuse, che ci immortalasse nell’atto di suonare Echoes dei Pink Floyd, per poi diffonderlo sul web e presentarlo in occasione di qualche kermesse dedicata ai cortometraggi. A quel punto, bastava solo avere in mano un progetto ben definito, un soggetto, una sceneggiatura e un po’ di tempo da dedicare alla presentazione di tutto il materiale agli enti interessati: il Comune di Siracusa, la Regione Sicilia, la Sicilia Film Commission e, in modo particolare, la Sovrintendenza ai Beni Culturali. Per personalizzare la nostra iniziativa e presentare un progetto ancor più credibile, cercammo di trovare un nesso tra la musica dei Pink Floyd e la tradizione classica, all’apparenza mondi molto distanti tra loro: l’assonanza tra il titolo Echoes e il nome di Eco, una delle ninfe Oreadi della mitologia greca, calzarono a pennello. Il progetto, a partire dal mese di maggio 2016, ha seguito un lungo iter burocratico durato quasi 8 mesi che ha visto i vari enti “passarsi la palla” in un continuo scambio di pareri e di autorizzazioni. Nell’ottobre 2016, infine, la risposta definitiva: i Pink’s One suoneranno Echoes al Teatro Greco. In quei giorni, la nostra gioia fu incontenibile. Non ci speravamo più e la sorpresa fu tanta, sapevamo di essere i primi a Siracusa e in Italia a poter proporre un evento simile e ad avere il privilegio di suonare all’interno di una location così importante e prestigiosa. Sentivamo il peso di una grossa responsabilità e sapevamo anche di avere puntati addosso gli occhi di tutti, soprattutto di tantissimi altri musicisti. Eravamo certi di poter suscitare l’ammirazione di molti, ma anche di vedere riposte varie forme di scetticismo per la resa finale del progetto e, nei casi più estremi, di invidia nei nostri confronti. Trascinati dall’entusiasmo, abbiamo quindi illustrato la nostra idea anche ad altre persone a noi vicine, che ci hanno supportato con tanti preziosi consigli. Inoltre, siamo stati aiutati da due amici che hanno offerto volentieri il loro contributo come sponsor; abbiamo effettuato diversi sopralluoghi per capire essenzialmente come posizionare la nostra strumentazione, il service, come far muovere gli operatori e tutti gli addetti ai lavori. Il Teatro Greco è una location molto antica e delicata e ogni cosa andava curata nel dettaglio: ci siamo dovuti preoccupare persino di posizionare dei teli e dei piccoli tappeti sotto la nostra strumentazione in modo tale da non rovinare in nessuno modo le rocce millenarie del luogo. Nel mese di novembre 2016, abbiamo poi organizzato con la Sicilia Film Commission un casting per selezionare un’attrice che potesse interpretare il ruolo della ninfa Eco e introdurre la nostra esibizione facendole recitare il bellissimo testo di Echoes scritto da Roger Waters. Dopo aver esaminato diverse candidate, tutte bravissime e motivate, la nostra scelta è ricaduta sulla lituana Santa Aprupe, residente da anni a Palermo, per la sua ottima pronuncia inglese, il notevole bagaglio di esperienza teatrale e, ultimo ma non meno importante, la bella presenza. Per distaccarci dall’originale Live at Pompeii dei Pink Floyd, come musicisti, non abbiamo voluto né riproporre l’abbigliamento utilizzato dal quartetto britannico (ci sarebbe sembrato un inutile e anacronistico scimmiottamento) né eseguire lo stesso arrangiamento di Echoes del 1971. A questo proposito, ci è sembrato opportuno proporre la versione del brano eseguita da David Gilmour e dalla sua band a Danzica nel 2006 perché musicalmente più completa, molto ispirata, attuale e anche più vicina a noi in termini di suoni e di attrezzature utilizzate. Abbiamo anche chiesto espressamente che venissero utilizzati dei droni per effettuare delle riprese aeree: un’innovativa e tecnologica alternativa al girato di Adrian Maben, il regista dell’originale Live at Pompeii. Fondamentale, sotto questo senso, è stato il lavoro del regista Giuseppe Saglimbene della WT Audiovisivi di Floridia (SR). Con grande professionalità, oltre a fornirci ottimi mezzi per poter immortalare l’evento, ci ha dato tanti preziosi consigli prima, durante e dopo l’esibizione. Il lavoro è stato arricchito da altre riprese inerenti l’area archeologica: oltre al Teatro Greco, nel videoclip è possibile vedere immagini dell’Orecchio di Dionisio, dell’Ara di Ierone e di tanti altri luoghi suggestivi della Neapolis di Siracusa. A proposito di immagini, una particolare menzione va fatta anche all’amico Carmelo Bartucciotto che, con i suoi scatti fotografici, ha voluto regalare alla band un ricordo perenne di quella fredda ma emozionante giornata di fine novembre. Abbiamo voluto fortemente realizzare questo lavoro non solo per arricchire il nostro bagaglio di esperienze musicali, ma anche per poter dire a gran voce di aver fatto qualcosa di importante e che potesse dare risalto ad uno dei luoghi più belli e affascinanti al mondo con la nostra musica preferita. Sebbene l’ultima parola spetti sempre al pubblico, con i suoi giudizi positivi o negativi sul lavoro, crediamo di aver trovato un bellissimo modo per dire “grazie” ai Pink Floyd e per regalare a noi stessi e alle persone un qualcosa di unico che “riecheggerà” per tantissimo tempo ancora.

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