Relazioni pericolose: i Pearl Jam si alleano con Ticketmaster (accusata in UK di favorire il bagarinaggio online) per rilanciare la Seattle Arena

Relazioni pericolose: i Pearl Jam si alleano con Ticketmaster (accusata in UK di favorire il bagarinaggio online) per rilanciare la Seattle Arena

Le relazioni tra Pearl Jam e Tickemaster - il big della biglietteria online internazionale "fuso" a Live Nation - non sono sempre state buone. Anzi. Nella metà degli anni Novanta - chi sia desiderono di saperne di più, clicchi qui - la formazione guidata da Eddie Vedder e la società fondata in Arizona nel 1976 da Albert Leffler, Peter Gadwa e Jerry Nelson furono protagonisti di un durissimo scontro - finito addirittura davanti al Congresso degli Stati Uniti - che costrinse la band di Seattle ad annullare il proprio tour tra il 1996 e il 1997. La determinazione del gruppo di "Ten", che contestava a Ticketmaster di vendere a prezzi troppo alti i biglietti dei propri concerti, in ogni modo pagò: la legge diede ragione ai Pearl Jam, costringendo il gigante oggi guidato da Micheal Rapino a piegarsi alle loro richieste.

Il contrasto, negli anni seguenti, venne superato, e la band tornò a collaborare con la società operante sul mercato primario. E non solo per progetti direttamente riguardanti la distribuzione di tagliandi: è di poche ore fa, infatti, la notizia di un accordo stretto tra il manager del gruppo, Kelly Curtis, e Ticketmaster e Live Nation, per un rilancio della KeyArena di Seattle. La struttura, che proprio in questi giorni sta rinegoziando il proprio contratto di utilizzo esclusivo sia con Live Nation che con AEG Live, i due attori più importanti sul panorama del live promoting a stelle e strisce, grazie al patto stretto tra i Pearl Jam e Ticketmaster potrebbe essere radicalmente rinnovata, soprattutto riguardo l'acustica, che del palazzetto è sempre stato il tallone d'Achille.

"Infatti a loro non piace", ha spiegato Tim Leiweke, ad dell'Oak View Group, che con Live Nation sta lavorando al progetto di ristrutturazione: "Ma i Pearl Jam amano Seattle, e vogliono che gli interni siano ridisegnati affinché venga offerta un'esperienza musicale esattamente uguale a quella del Madison Square Garden". E non è tutto: nel caso a spuntarla nella corsa al contratto sia Live Nation, Curtis ha lasciato intendere che la "nuova" KeyArena potrebbe essere celebrata con una residency degli stessi Pearl Jam.

Una storia bella ed edificante, quella dell'alleanza tra due ex nemici per il bene della cittadinanza - e per l'interesse della consociata Live Nation, che otterrebbe così l'esclusiva sull'occupazione della struttura a beneficio del suo roster - che potrebbe però venir messa in ombra da un'accusa proveniente, sempre in queste ore, praticamente dall'altra parte del mondo: la FanFair Alliance, gruppo di pressione che si occupa dei diritti degli spettatori, ha accusato Ticketmaster di favorire il bagarinaggio online. Come noto da tempo, la società con sede a Los Angeles, pur essendo un operatore sul mercato primario, ha tra le sue controllate GetMeIn e Seatwave, due società di secondary ticketing - la seconda delle quali operanti anche in Italia.

Secondo la FanFair Alliance Ticketmaster permetterebbe a determinati clienti delle sue controllate operanti sul mercato secondario di aggirare le regole anti-accaparramento appositamente studiate per evitare speculazioni - come il biglietto nominale o il limite all'acquisto per transazione - per alimentare le attività di bagarinaggio online, sulle quali la società, seppure indirettamente (cioè per mezzo delle commissioni incassate dalle controllate), comunque guadagnerebbe. "E' come se ci fossero delle regole per i fan normali e altre regole per i bagarini, con una rete di soggetti terzi in gradi di aggirare le disposizioni anti-speculazione e acquistare biglietti a pacchi per poi rivenderli a prezzi gonfiati sul secondary market", ha spiegato un portavoce della Funfair Alliance, al quale ha prontamente risposto un portavoce di Ticketmaster, che ha spiegato come "le modalità di messa in vendita non dipendano da noi, ma dagli organizzatori dei concerti, che ce le comunicano perché vengano messe in atto". Organizzatori tra i quali - nel caso, per esempio, degli stessi Pearl Jam - ci sarebbe anche Live Nation, che a Ticketmaster (e quindi anche a Seatwave e GetMeIn) è legata più che a doppio filo...

Dall'archivio di Rockol - Gli esordi dei Pearl Jam
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