Secondary ticketing, i dubbi di Claudio Trotta sulle super-multe dell'Antitrust: 'Non colpita la sostanza del fenomeno, Ticketone penalizzata ingiustamente'

Secondary ticketing, i dubbi di Claudio Trotta sulle super-multe dell'Antitrust: 'Non colpita la sostanza del fenomeno, Ticketone penalizzata ingiustamente'

Promoter di lungo corso e tra i primi a far sentire la propria voce in Italia (e non solo) contro il fenomeno del secondary ticketing, Claudio Trotta non ha saputo trattenersi dal commentare il provvedimento dell'AGCM che ieri, giovedì 13 aprile, ha comminato sanzioni a Ticketone e a quattro società operanti sul mercato secondario (Seatwave, Viagogo, Mywayticket e Ticketbis) per un totale di un milione e 700mila euro.

Il fondatore di Barley Arts, in un lunghissimo post apparso sulla sua pagina personale di Facebook, ha scelto di analizzare l'accaduto per punti.

"La decisione dell'Antitrust non colpisce la sostanza, né l'essenza del secondary ticketing, sanzionando sì alcune società che lo praticano non per il fatto in sè, ma per la mancanza di trasparenza delle loro comunicazioni", osserva Trotta, che prosegue: "La decisione dell'Antitrust colpisce duramente Ticketone [alla società controllata dalla tedesca Eventim è stata inflitta una sanzione da un milione di euro, la più pesante delle 5 comminate dall'AGCM, ndr] recependo sostanzialmente 'l'umore popolare' che li considera i 'cattivi' della questione, mentre i 'cattivi' a mio parere sono altri e sono quelli che speculano in maniera dissennata a danno delle famiglie italiane e degli appassionati di musica, spettacolo e sport".

Insomma, secondo lo storico rappresentante degli interessi live di Bruce Springsteen in Italia, è stato colpito il bersaglio sbagliato: "Di fatto si è colpito duramente chi 'forse' non ha sufficientemente attuato pratiche di limitazione alle vendite in Rete anche perché non sollecitato in questa direzione dai veri titolari dei biglietti: Noi Organizzatori, che decidiamo come vendere e se farlo con utilizzo di paletti anti bagarinaggio o no. Di fatto i siti di Secondary Ticketing sono stati puniti in maniera infinitesimale più bassa di Ticketone che Non Pratica né Alimenta il fenomeno".

Trotta, inoltre, osserva come a non venire toccato dai provvedimenti sia stato chi - a conti fatti - in pratiche di secondary ticketing è stato coinvolto in prima persona: "La decisione dell'Antitrust non tocca Live Nation, che fino a prova contraria ha fornito biglietti direttamente a siti di secondary ticketing avendone diretti benefici economici come tutti abbiamo potuto constatare nelle puntate delle Iene". E - per Trotta - c'è dell'altro: "Di fatto, sia grazie a Vasco Rossi che ha cambiato Ticketone con VivaTicket ma non ha a mio parere affatto rotto con Live Nation, che grazie a questa decisione Live Nation/Ticketmaster, quando aprirà in Italia, credo a breve, si troverà in una posizione privilegiata con Ticketone indebolita e indicata come 'il cattivo' e la possibilità di fare un marketing che ne esalti la novità".

"Se il Governo Italiano non si dà una mossa seria sul tema, finalmente vietando con una legge chiara e con sanzioni economiche e penali pesanti questo genere di attività, che prospera perpetrando molto probabilmente con continuità truffa informatica, sostituzione di identità digitale nonché falsa comunicazione, prevedo che nella seconda metà del 2017 le piattaforme di questo genere prolifereranno modificandosi in siti di prezzo dinamico (ovviamente solo verso l'alto) e unendo primary e secondary", conclude Trotta: "Per mia parte, credo che se Assomusica e gli organizzatori locali e nazionali non coglieranno la possibilità di moralizzare e ridurre il costo al pubblico dei biglietti degli spettacoli attuando politiche di riduzione dei servizi di prevendita, riducendo le offerte assurde a cantanti e gruppi e migliorando la accessibilità all'acquisto smettendola con la folle corsa al fast selling e alla vendita record, beh se questo non succederà, il Live Entertainment è destinato nel medio termine di tempo ad implodere e a ridursi ad un fenomeno per ricchi, arricchiti e fanatici, non un bene trainante economicamente e socialmente e che genera benessere psicofisico".

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