Da riscoprire: la storia di “Piccolo intervento a vivo” dei Tre Allegri Ragazzi Morti

Da riscoprire: la storia di “Piccolo intervento a vivo” dei Tre Allegri Ragazzi Morti

“Venghino, signori venghino in questa bellissima plaza. L’incredibile spetaculo de Tre Allegri Ragazzi Morti! Tre Allegri Ragazzi Morti canteranno, suoneranno e balleranno per voi l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la muerte”. Si apre così, come uno spettacolo circense, “Piccolo intervento a vivo”, il primo vero album dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Non si tratta di un esordio canonico, è un progetto lontano dalle regole della discografia, un album in parte dal vivo e in parte registrato in studio che serve al trio per lasciare una testimonianza dei primi anni di attività e mostrare la propria natura “deviante” e inclassificabile. È la rivelazione che porta molti, nel 1997, a innamorarsi dello stile punk’n’roll del trio di Pordenone e del suo immaginario fumettistico. È il punto di partenza di una storia ventennale.

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In realtà, “Piccolo intervento a vivo” non è la prima uscita del gruppo. In precedenza, la band ha pubblicato tre dischi autoprodotti: “Mondo naif” (1994), “Allegro pogo morto” (1995) e “Si parte” (1996). Sono gli anni in cui il rock italiano sta lentamente rinascendo e i Tre Allegri Ragazzi Morti rappresentano una bella anomalia persino all’interno di quel contesto di rottura con il pop di casa nostra. Affondano le radici nel punk, ma sono frutto di un amalgama di stili e influenze molto originale che va dagli americani Violent Femmes agli italiani CCCP. In più, offrono al pubblico un immaginario che va oltre la sola musica.

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