Max Gazzé e la sua 'liberazione' dal pop con 'Alchemaya': la recensione

Max Gazzé e la sua 'liberazione' dal pop con 'Alchemaya': la recensione

Unire il suono di un'orchestra sinfonica a quello del sintetizzatore. È questa, in sostanza, l'idea alla base del nuovo progetto di Max Gazzé, "Alchemaya". Non è un'idea del tutto nuova: in passato ci hanno provato già - con esiti sorprendenti - compositori come Wendy Carlos (l'autore - anzi, l'autrice - della colonna sonora di "Arancia meccanica" di Stanley Kubrick), il giapponese Hiro Fujikake e Jeff Mills. Ma è un'idea comunque interessante: specie se a portare in scena un progetto del genere è uno come Max Gazzé, che nel corso della sua carriera fino ad oggi non si è mai addentrato del tutto nei territori della musica d'avanguardia o sperimentale ma si è sempre mantenuto nei confini del "pop". Proponendo, questo bisogna dirlo, una lettura diversa del "pop".

"Diversa" nel senso che il cantautore è riuscito a rendere in qualche modo "complesse" anche le "canzonette": "Fare pop è davvero un'arte difficile. Significa fare cose orecchiabili, archetipe, ma ricche e a loro modo complete, c'è una meticolosa stesura del testo, una attenta ricerca sul suono delle parole", ha detto non troppo tempo fa in un'intervista a La Repubblica, "è un'arte meravigliosa, fare pop in maniera sciatta è criminale. È più complicato fare pop che abbia senso che fare delle cose complesse".

"Alchemaya" arriva, emblematicamente, in quello che sembra essere il periodo migliore e di maggiore successo della carriera di Max Gazzé. L'ultimo album in studio del cantautore, "Maximilian", uscito nell'autunno del 2015, avrebbe dovuto essere un progetto sperimentale, distante dalla struttura e dalla forma della canzone: Gazzé voleva consegnarlo al mercato ad episodi e sotto pseudonimo (evitando il classico percorso delle presentazioni, delle radio e delle ospitate televisive). Alla fine, è diventato un disco di canzoni "pop" - e che canzoni "pop": "Ti sembra normale" è arrivata al disco di platino, "La vita com'è" al doppio disco di platino.

Max Gazzé parla di "Alchemaya" come di un'"opera sintonica", dove "sintonica" è l'unione tra "sintetizzatori" e "sinfonica". La Bohemian Symphony Orchestra di Praga, un ensemble di 50 elementi diretto dal Maestro Clemente Ferrari, incontra i sintetizzatori di Roberto Procaccini: "Siamo veramente tanti, potete immaginare tutto quello che c'è voluto per mettere su un concerto del genere". Gazzé, che da ragazzo ha studiato direzione d'orchestra, presenta questo progetto come il frutto non solo di una ricerca musicale, ma anche culturale e spirituale: "Alchimia è un termine che arriva dal greco e significa 'fondere', che è quello che accade con la combinazione fra i due mondi musicali di 'Alchemaya'. Ma c'è di più: un vero e proprio 'concept' che nasce dalla mia ricerca personale negli ultimi vent'anni su temi di storia, filosofia, fisica quantistica e dalla mia ricerca spirituale", spiega lui.

Un progetto bello ma ambizioso, verrebbe da dire. "Un'idea folle", per usare le parole dello stesso cantautore, non così semplice da comprendere: un'opera per certi versi esoterica, "battiatiosa". Tra i testi consultati da Max e da suo fratello Francesco, autore dei testi, ci sono i manoscritti di Qumran, ossia i rotoli ritrovati sul Mar Morto su cui gli studiosi sono ancora al lavoro, e ricerca sul gruppo ebraico degli Esseni.

Dopo l'anteprima nazionale di sabato 1° aprile a Spoleto il cantautore ha portato in scena "Alchemaya" di fronte ad un Teatro dell'Opera di Roma al completo (il concerto ha fatto registrare il sold out e alla fine dello spettacolo il pubblico ha regalato a Gazzé una bella standing ovation - qui tutte le altre date del tour). Lo spettacolo è diviso in due parti. Il primo atto si compone di nuovi brani, scritti insieme al fratello Francesco, e caratterizzati da sensazioni spirituali: i brani musicali sono preceduti ciascuno da una lettura di Ricky Tognazzi, che spiega in qualche modo il contenuto dei testi. La narrazione parte dalla creazione dell'uomo ("Progenie") e si conclude con un brano intitolato "Il progetto dell'anima": "Voglio farmi emozione, senza rabbia o paura. Essere ora divino, vivere come un esseno", canta Gazzé. Il secondo atto, invece, è un mini-concerto che vede il cantautore proporre - sempre e rigorosamente in versione "sintonica" - alcuni dei brani di maggiore successo della sua carriera (una particolarità: Max canta senza imbracciare il suo inseparabile basso, contrariamente a come si è abituati a vederlo in concerto).

"Alchemaya" sarà anche il titolo dell'album che uscirà dopo l'estate. Nel corso del concerto, Gazzé propone alcune canzoni inedite nate durante le lavorazioni dell'opera, come "Se soltanto", che finiranno poi nel disco: "Ho lavorato con mio fratello Francesco e mentre lavoravamo su 'Alchemaya' qualche canzone è uscita fuori, così. Abbiamo provato a fare queste canzoni nuove: il meccanismo è molto semplice: quando lavoriamo insieme ci mettiamo seduti uno accanto all'altro e ogni tanto escono delle parole, delle note. Il barometro è quello emotivo: io guardo Francesco che si emoziona e io mi emoziono perché lui si emoziona".

"Maximilian" finiva con una canzone particolare, "Verso un altro immenso cielo", che è anche la canzone con cui Gazzé chiude il concerto romano: partiva come una filastrocca a tempo di valzer e nel finale subentrava un'orchestra con accordi dissonanti, a suggerire un senso di ascensione. Ecco, potremmo dire che "Alchemaya" rappresenta proprio il punto in cui culmina l'ascensione dissonante di "Verso un altro immenso cielo": in quella canzone, Gazzé si "sganciava" dal pop, qui se ne libera completamente. Forse per dare sfogo a un capriccio che aveva in mente di fare da parecchio tempo, forse per "disintossicarsi" dalle hit pop degli ultimi anni. È qui che si trova adesso, in un "altro immenso cielo". Per quanto ci resterà? Non ci è dato saperlo.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
I atto:
lettura "Progenie"
"L'origine del mondo"
lettura "Anello mancante" "Il diluvio di tutti"
lettura "Enuma Elish"
"La tavola di smeraldo"
lettura "L'Atlantideo"
"Vuota dentro"
lettura "Bassa frequenza"
"Visioni ad Harran"
lettura "Ezechiele"
"Alchimia"
"Etereo"
lettura "XXII"
"Il progetto dell'anima"

II atto:
"Il timido ubriaco"
"Il solito sesso"
"Atto di forza"
"Ti sembra normale"
"Nulla"
"La vita com'è"
"Se soltanto"
"Cara Valentina"
"Edera"
"Mentre dormi"
"Sotto casa"
"Un brivido a notte"
"Una musica può fare"
"Verso un altro immenso cielo"

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