Le origini di "Triplicate" di Bob Dylan: che cos'è il Grande Canzoniere Americano (3 / 6)

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Se c’è un cuore produttivo del Grande Canzoniere Americano, è Tin Pan Alley, a New York. È una Manhattan molto diversa da quella che accoglierà Bob Dylan. Il folksinger vi arriva nei primi anni ’60 non sulle tracce del Great American Songbook, ma del suo idolo Woody Guthrie. È la New York degli uffici attorno alla 28esima Strada Ovest. Lì hanno sede gli editori musicali che alla fine dall’Ottocento, prima dell’invenzione del disco, operano una svolta epocale. Scelgono di concentrarsi sulla canzone e non più su inni sacri o marce: nasce la filiera produttiva della musica popolare, una catena di montaggio della creatività da cui escono prodotti sofisticati.

È una tradizione che arriva fino alla metà del Novecento. Dylan lo sa e lo dice nel secondo album, quello di “Blowin’ in the wind”, nell’introduzione a “Bob Dylan’s Blues”: “A differenza della maggior parte delle canzoni che oggigiorno vengono scritte su a Tin Pan Alley (…) questa non è stata scritta lassù, ma da qualche parte negli Stati Uniti”. L’immensità del Paese, con le sue pulsioni, paure e speranze, contro gli uffici degli editori più potenti d’America, l’autenticità del folk contro l’artificiosità del pop: essendo un genio abituato a viaggiare contromano, Dylan riuscirà a ricucire questa frattura.

 

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