Ucraina contro Russia all'Eurovision 2017: ecco cosa sta succedendo e tutto quello che c'è da sapere

Ucraina contro Russia all'Eurovision 2017: ecco cosa sta succedendo e tutto quello che c'è da sapere

L'edizione 2017 dell'Eurovision, che si terrà dal 9 al 13 maggio nella capitale ucraina, Kiev, passerà alla storia come l'edizione dello scontro diplomatico tra Ucraina e Russia con oggetto la cantante russa Julija Samojlova. Ma cosa sta succedendo? E perché?

Già dal palco della scorsa edizione della manifestazione l'Ucraina aveva lanciato una frecciatina alla Russia: la canzone presentata in gara dalla rappresentante ucraina Jamala, "1944", vincitrice della scorsa edizione della manifestazione (che si era svolta in Svezia), parlava della deportazione dei tatari di Crimea negli anni '40 per volere di Stalin, all'epoca alla guida dell'Unione Sovietica: impliciti i riferimenti alla terra contesa con la Russia dal 2014.

Le prime avvisaglie di questo scontro tra Kiev e Mosca si erano manifestate già all'indomani della vittoria della Ucraina (e della cantante Jamala) all'Eurovision 2016, confermando la dimensione "geopolitica" della manifestazione: il vicepresidente della Commissione Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa Franz Klintsevich aveva chiesto il boicottaggio da parte della sua nazione alla prossima edizione, mentre il vice-premier russo Dmitry Rogozin aveva minacciato di mandare all'edizione 2017 il cantante Sergey Shnurov (noto per le sue prese di posizioni nazionaliste). Diverse testate russe, inoltre, avevano parlato di complotto per far vincere l'Ucraina.

Quest'anno l'Eurovision Song Contest si terrà in Ucraina, dal momento che il paese - grazie alla sua rappresentante, Jamala - ha vinto la precedente edizione. La Russia avrebbe dovuto partecipare con la cantante Julija Samojlova, che sul palco della manifestazione avrebbe presentato il brano "Flame is burning".

Scriviamo "avrebbe dovuto" e "avrebbe presentato" perché Julija Samojlova non potrà partecipare all'Eurovision. L'Ucraina, infatti, ha deciso di vietare alla cantante l'ingresso nel paese per tre anni. Questo perché la Samojlova si sarebbe esibita in Crimea, territorio che nel 2014 è stato teatro di una crisi politica che portò alla separazione della penisola dal reso dell'Ucraina in seguito ad alcuni disordini locali e all'intervento militare dei russi. L'esibizione della Samojlova in Crimea risalirebbe a due anni fa, al 2015: la cantante si sarebbe esibita nella penisola senza i permessi e le autorizzazioni necessarie rilasciate da Kiev, ma lei ha smentito affermando di non essersi esibita in Crimea.

La Russia, tramite il primo vice ministro degli Esteri Grigori Karasin, ha definito "obbrobrioso, cinico e inumano" il provvedimento di Kiev. A Mosca si sono indignati anche perché la cantante, classe 1989, salita alla ribalta nel 2013 per essersi classificata seconda alla versione russa di "X Factor", sin da bambina è costretta ad una sedia a rotelle (nel 2014 ha pure partecipato alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali, ospitati proprio dalla Russia).

La delegazione russa dell'Eurovision 2017 sembra non volerne sapere di sostituire Julija Samojlova con un'altra rappresentante e la partecipazione del paese alla manifestazione è in forse.

La scorsa settimana l'EBU, ossia l'European Broadcasting Union, l'unione europea di radiodiffusione, ha pubblicato sul sito ufficiale dell'Eurovision un comunicato nel quale ha offerto alla Russia di restare in gara facendo esibire la propria cantante via satellite:
 

"Questa cosa non è mai stata fatta nei 60 anni di storia del festival", recita il comunicato, "ma, per seguire i valori di inclusività dell'Eurovision, si è presa questa decisione per fare in modo che tutti i 43 stati partecipanti possano partecipare".


Il supervisione esecutivo del festival, Jon Ola Sand, ha poi aggiunto:
 

"Bisogna che l'Eurovision Song Contest rimanga libero dalla politica".


La proposta dell'EBU ha mandato su tutte le furie il vice-premier ucraino Vyacheslav Kyrylenko e il vice presidente del comitato organizzatore dell'Eurovision, che ha duramente criticato le parole del comunicato via Twitter:
 

"Concerti e programmi televisivi con la partecipazione di persone non gradite non sono permessi in Ucraina. [...] L'unica soluzione ammessa è la sostituzione della rappresentante russa".


E Channel One, emittente televisiva russa, ha rispedito al mittente la proposta di far esibire la rappresentante russa via satellite - a dimostrazione che la delegazione russa è ferma nelle sue decisioni.

La direttrice generale dell'EBU, Ingrid Deltenre, ha pure inviato una lettera al primo ministro ucraino Volodymyr Groysman, facendogli sapere che molti stati partecipanti avrebbero intenzione di ritirarsi in caso di esclusione della russia dall'edizione 2017 della manifestazione.

Attualmente si attende che la delegazione russa nomini un altro concorrente per l'evento.

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