NEWS   |   Pop/Rock / 04/11/2018

Quella volta che un concerto dei Guns N' Roses finì con una rivolta del pubblico

Quella volta che un concerto dei Guns N' Roses finì con una rivolta del pubblico

È la notte del 2 luglio 1991. I Guns N' Roses sono nel bel mezzo dello "Use your illusion tour", partito alla fine di maggio dopo una serie di date di "riscaldamento" (tra cui i due concerti tenuti sul palco del Rock in Rio, in Brasile, a gennaio): secondo i piani iniziali, la serie di concerti avrebbe dovuto vedere Axl, Slash e compagni presentare dal vivo i brani contenuti all'interno dell'ideale sequel di "G N' R Lies". La pubblicazione del disco, però, originariamente prevista per la primavera del 1991, è stata posticipata al settembre dello stesso anno.

Tra maggio e giugno la tournée ha portato la band ad esibirsi in alcune città degli Stati Uniti d'America come East Troy, Noblesville, Toledo, Richfield, Toronto, Philadelphia. Sulle riviste di musica e sui giornali i commenti non sono così entusiastici: la stampa si diverte a sparare addosso alla rock band losangelina, soprattutto per gli atteggiamenti scazzati e incazzosi del frontman, che litiga con i fan, fa a botte con la security dei vari posti in cui il tour fa tappa, arriva ai concerti con ore di ritardo (Axl si prenderà gioco della stampa e dei critici musicali in "Get in the ring", una canzone contenuta nel secondo volume di "Use your illusion").

È la notte del 2 luglio 1991 - dicevamo. Questa sera il tour dei Guns N' Roses fa tappa arriva a Maryland Heights, piccola città nella contea di St. Louis, nello stato del Missouri. Axl, Slash e compagni sono di scena sul palco del Riverport Amphitheatre: il concerto si apre sulle note di "Perfect crime", una nuova canzone della band, una di quelle che confluiranno poi all'interno del dittico di "Use your illusion", e prosegue con "Mr. Brownstone" (da "Appetite for destruction", il primo album dei Guns N' Roses) e con la cover di "Live and let die" di Paul McCartney e dei suoi Wings. Non mancano pezzi che riscaldano la folla come "Patience", "November rain" e "Welcome to the junlge", l'irresistibile brano d'apertura di "Appetite for destruction".

Sembra filare tutto liscio, sul palco. Ma all'interno del Riverport Amphitheatre l'atmosfera sembra piuttosto calda: il pubblico è un po' indisciplinato e questo fa innervosire Axl. Kim Neely di Rolling Stone, a cui era stato affidato il compito di seguire i Guns N' Roses in tour per due mesi e che era presente anche al concerto a Maryland Heights, in un articolo pubblicato sulle pagine della rivista nel settembre del 1991 racconterà che alcuni spettatori lanciarono bottiglie verso il palco (colpendo anche i membri della band) e che un gruppo di motociclisti bullizzava altri spettatori nelle prime file del parterre.

Uno di questi motociclisti, in particolare, comincia ad infastidire da sotto il palco anche Axl, che chiede l'intervento della security. Gli addetti alla sicurezza, però, restano con le braccia conserte e non intervengono. Il cantante abbandona il microfono - stava cantando "Rocket queen" - e scende dal palco per risolvere da solo la questione. È solo a quel punto che i membri della security si decidono ad intervenire: clamorosamente, non intervengono in favore di Axl, ma contro il cantante. Volano ceffoni, Axl perde una lente a contatto, non vede nulla. Lo riportano sul palco, lui si guarda intorno e se ne va: la band posa gli strumenti e lo segue.

I fan aspettano una decina di minuti: poi, le luci si accendono. E scoppia la catastrofe, quella che sarà ricordata come la rivolta di Riverport, la "Riverport riot": gli spettatori, inferociti, cominciano a spaccare tutto. Altro che "Welcome to the jungle". Ai Guns N' Roses, dietro le quinte, viene riferito quello che sta succedendo in sala: loro cercano di rimediare tornando sul palco, ma ormai è troppo tardi. Non c'è più niente da fare: il locale è capovolto, sottosopra.

Per farla breve: 60 feriti, 16 arrestati e 200mila dollari di danni al teatro. Strumentazione del tour da buttare. I Guns N' Roses non rimetteranno piede a St. Louis fino al luglio del 2017. Welcome to the jungle.

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