Da riscoprire: la storia di "Death of a ladies' man" di Leonard Cohen

Da riscoprire: la storia di "Death of a ladies' man" di Leonard Cohen

 

Nel 1974 Leonard Cohen aveva pubblicato “New skin of old cerimonies”, un disco dal titolo programmatico, che voleva dare appunto una nuova veste alla sua poetica, con canzoni più arrangiate. 
Il risultato fu controverso: Rolling Stone scrisse che il lavoro non era dei suoi migliori e che gli arrangiamenti del produttore John Lissauer erano “melodrammatici, inopportuni e generalmente privi di sensibilità”. 

Ma, nonostante questo precedente, nessuno era davvero pronto all’accoppiata che si sarevve concretizzata tre anni dopo in “Death of a ladies’ man”: da una parte Cohen, il cantante-poeta, che ha costruito la sua fama musicale su suoni rarefatti, pochi arpeggi di chitarra. 
Dall’altro lato Phil Spector, l’uomo del “wall of sound”, colui che aveva rivoluzionato la produzione musicale con un suono corposo, imponente, pieno. E anche, già al tempo, uno dei personaggi più leggendari del music business per le sue scenate e liti. Anni dopo finirà sotto processo per omicidio e protagonista di una mini-serie per la HBO, interpretato da Al Pacino.

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A metà degli anni ’70, sia Cohen che Spector non erano all’apice delle loro carriere. La fama spettrale di Spector si era diffusa ulteriormente dopo il lavoro su John Lennon su quello che nel ’75 sarebbe diventato “Rock ’n’ roll”, durato anni, fatto di continue liti con l’ex Beatle e con un incidente in cui Spector sparò un colpo di postola in studio. 
Vuole la leggenda che persino Joni Mitchell avvisò Cohen sui rischi del lavoro con il produttore - senza successo

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