NEWS   |   Industria / 25/11/2004

Pepi Morgia: 'Sogno una Sanremo gioiosa, modello New Orleans'

Pepi Morgia: 'Sogno una Sanremo gioiosa, modello New Orleans'
“Primo giorno di scuola” (così lo definisce lui stesso) per Pepi Morgia, fresco fresco di nomina al ruolo di direttore artistico per conto del Comune di Sanremo (vedi News): si occuperà di organizzare eventi, curare l’immagine e il “restyling” della città, intrattenere pubbliche relazioni con gli interlocutori esterni. “Un po’ sul modello francese, e devo dare atto alla nuova amministrazione comunale di avere avuto coraggio nel concepire un ruolo come questo” dice Morgia, che incarichi del genere ha già ricoperto in passato per conto delle Province di Siracusa e di Ascoli Piceno. Premessa: sarà lui l’unico interlocutore, su questo fronte, del sindaco Claudio Borea e dell’assessore al Turismo Igor Varnero. “Con la Annunziata e con Fazio, che peraltro è un mio amico, c’erano stati solo degli abboccamenti ma non era mai stato firmato un accordo”, spiega. Una clausola contrattuale gli attribuisce la funzione specifica di mediatore tra amministrazione cittadina e strutture Rai, nella concreta applicazione della nuova convenzione quinquennale. “Per l’emittente pubblica ho lavorato negli anni ’80. Facevo il programmista-regista, quello che oggi si direbbe un produttore, ho realizzato documentari turistici. Oggi continuo a collaborare da esterno come regista o direttore della fotografia: il concerto del 1° maggio, il Premio Tenco, il Premio Recanati…”. Sarà un’interfaccia tecnica ma anche diplomatica, visti i rapporti sempre delicati tra le due parti in causa. Morgia conferma: “Farò un po’ da traduttore, in modo che Rai e Comune si capiscano e parlino lo stesso linguaggio”.
Il mandato non include solo musica, Festival e Premio Tenco, ma altri eventi clou spalmati sull’arco dell’anno: dai festeggiamenti per le festività natalizie al tradizionale Corso Fiorito di fine gennaio. “Più qualità e meno quantità, per farla breve”, sintetizza Morgia. “Sanremo non può diventare la città della moda, deve puntare sui suoi pilastri tradizionali, musica e fiori. C’è una storia e c’è un’immagine indiscutibile da far fruttare, in Italia e nel mondo. Le manifestazioni natalizie prevedono intrattenimento a base di artisti da strada, musiche sacre e cori gospel: i soliti ingredienti, insomma, ma disposti con più ordine e cura. E il Capodanno sarà un Capodanno di piazza, incentrato sul tema del fuoco. Non ci sarà il grande nome musicale, sarebbe stato un po’ scontato oltre che logisticamente complicato portare Baglioni. D’accordo con l’amministrazione cittadina vogliamo agire nel segno dell’oculatezza, della qualità senza strilli, delle risorse spese con giudizio. Il mio incarico prevede l’organizzazione di eventi che portino anche un incremento turistico, e questo è un altro aspetto che non devo dimenticare”.
Poi toccherà al Festival: “Si può lavorare anche sui dettagli: partendo dalle immagini della sigla, per esempio. Ma il mio compito è soprattutto di dare un’impronta alle manifestazioni collaterali all’evento. Vorrei sensibilizzare i commercianti e le istituzioni private, invitarli a mobilitarsi per far vivere un’atmosfera vivace e davvero musicale in tutta la città, in modo che chi esce dal teatro Ariston non si trovi immerso nel nulla. Io sono ligure (Morgia è nato a Genova e risiede nel pittoresco principato di Seborga) e conosco bene la realtà locale, non sarà facile smuoverla dal suo torpore. Ma qualcosa si può fare e anche in fretta. Per esempio curare l’aspetto estetico delle piazze e delle vie che circondano il teatro: non mi piace vedere i pullman delle radio abbandonati a sé stessi, ma non voglio neppure arrivare a riproporre gli stand gastronomici di passate edizioni. Non farò il censore né l’accentratore, comunque: per il Festival e per gli altri eventi sono aperto a valutare idee e progetti di chiunque voglia farsi avanti”. La musica a Sanremo tornerà con il cartellone delle manifestazioni estive: “Si tratta di individuare gli spazi per un’arena dove allestire appuntamenti di qualità”, dice Morgia. “Mi piacerebbe, per esempio, ripetere l’esperienza di ‘In solo’: quattro artisti che si esibiscono in versione unplugged invece che con il normale spettacolo che portano in tour. Certo non è facile trovarli, gli spazi a Sanremo. L’Ariston è privato, e quelli esterni sono ristretti: la stessa piazza Colombo è un abbozzo di piazza, certo non un’agorà”.
Il budget? “Le risorse messe a disposizione dall’assessorato non mancano, grazie agli introiti del Casinò questa è una provincia ricca. Quello di trasformare Sanremo in una specie di New Orleans, per ora, è un sogno: poi vedremo quanto i soldi, il tempo a disposizione e gli interlocutori cittadini, commercianti in primo luogo, ci permetteranno di fare. Da light designer quale sono, vorrei vedere una Sanremo meno ritrosa, più gioiosa e più illuminata”. Auguri sinceri.