Rolling Stones: il concerto di Altamont (1969)

Rolling Stones: il concerto di Altamont (1969)

Per ringraziare i fan americani per la strepitosa accoglienza ricevuta, gli Stones decisero di dare un concerto gratuito nella zona di San Francisco. La cosa si presenta problematica: la scelta cade sul Golden Gate Park di San Francisco ma il comune rifiuta l’autorizzazione. Dopo una serie di negoziati viene deciso che il concerto si terrà al Sears Point Raceway a sud di San Francisco, ma quando l’allestimento del palco è quasi completato per una serie di motivazioni addotte dalla compagnia proprietaria del circuito il concerto viene spostato all’Altamont Raceway a Livermore, sud est di San Francisco. Oltre mezzo milione di persone confluirono nel circuito per quello che avrebbe dovuto essere un festival rock come Woodstock ma che al contrario fu un disastro dovuto principalmente agli Hell’s Angels responsabili del servizio d’ordine. Come ha scritto Rolling Stone Altamont fu il risultato di un egoismo diabolico e di mancanza di umanità. Il tutto fu ripreso nel documentario “Gimme Shelter” dei Maysles Brothers. Quel concerto ad Altamont segnò la fine degli anni 60.

 

“Fu un disastro dall’inizio”, dirà Ian Stewart. Le violenze iniziano non appena Santana, il primo artista del concerto, appare sul palco; gli Hell’s Angels, che fungono da servizio d’ordine, non esitano a picchiare non solo i musicisti sul palco ma anche il pubblico. Santana riesce a suonare solo quattro brani. La band successiva, i Jefferson Airplane, possono suonare solo due canzoni dopo che il cantante Martin Balin viene ripetutamente malmenato per aver cercato di riportare alla calma gli Hell’s Angels che si sono scagliati su uno spettatore reo di essersi arrampicato sul palco. L’alcol e la droga scorrono a fiumi, comprese notevoli quantità di LSD di scarsa qualità. Nonostante le tranquille esibizioni di Flying Burrito Brothers e di Crosby, Stills, Nash & Young, l’atmosfera è talmente carica di violenza che all’arrivo degli Stones Jagger, appena sceso dall’elicottero, è immediatamente colpito dal pugno di un fan. È il management dei Grateful Dead a raccomandare gli Hell’s Angels come servizio di sicurezza, gli Stones e il tour manager Sam Cutler credevano che gli Hell’s Angels californiani si sarebbero comportati come i loro omologhi britannici cinque mesi prima al concerto di Hyde Park, ma così non è. Ad Altamont gli Hell’s Angels, armati di stecche da biliardo, coltelli e bottiglie di vetro, non esitano a colpire chiunque si trovi sulla loro strada. Numerosi falò vengono accesi mentre scende l’oscurità e le violenze continuano incessanti; alle sei di sera si contano oltre duecento feriti. Quando finalmente gli Stones salgono sul palco l’atmosfera è spaventosa.
“Jumpin’ Jack Flash” è seguita da “Carol”, durante la quale gli Hell’s Angels colpiscono la folla che si accalca sotto il palco. La band interrompe e riprende “Sympathy for the Devil” e “Under My Thumb” a causa della confusione e dei continui tafferugli tra il pubblico e gli Hell’s Angels che culminano con l’accoltellamento di Meredith Hunter. La scena in cui si vede un Hell’s Angel colpire con il coltello il ragazzo è ben documentata nel film “Gimme Shelter” dei Maysles Brothers. Hunter morirà ore dopo a causa delle numerose ferite da arma da taglio. Dopo una prolungata interruzione i Rolling Stones riprendono con “Brown Sugar” (suonata per la prima volta dal vivo). Seguono “Midnight Rambler”, “Live with Me”, “Gimme Shelter”, “Little Queenie”, “Satisfaction” (durante la quale una ragazza nuda si arrampica sul palco e viene portata via a forza). Dopo “Honky Tonk Women” e “Street Fighting Man” la band sale sull’elicottero in rotta per San Francisco. Oltre l’uccisione di Meredith Hunter, un altro ragazzo sotto l’effetto dell’LSD annega in un canale di irrigazione, due ragazze sedute sul bordo della strada sono investite e uccise da un automobilista che non si ferma, una ragazza riporta la rottura della caviglia quando un Hell’s Angel attraversa la folla a bordo della propria moto arrivando quasi sotto il palco. Diciannove dottori e sei psichiatri aiutano centinaia di persone ferite e sotto l’effetto di allucinogeni. Durante il concerto nascono due bambini. Il traffico da e per Altamont causa code di oltre venti miglia in ogni direzione.

 

Tratto da “The Rolling Stones 1961-2016”, di Massimo Bonanno, VoloLibero Edizioni (550 pagine, 22 euro).


Qui di seguito le prossime date delle presentazioni del libro:


10 aprile - Libreria L'Altroquando, Roma
ore 18,00 con
Arturo Stalteri e Alberto Castelli
 
11 aprile - Libreria Ubik Irnerio, Bologna
ore 18,00 con
Pierfrancesco Pacoda e Carlo Babando

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