Il "Discoring" dei Baustelle in concerto a Milano: recensione e scaletta

Il "Discoring" dei Baustelle in concerto a Milano: recensione e scaletta

La prima parola che viene in mente è Discoring. Sarà il logo del gruppo che campeggia illuminato dietro ai musicisti, saranno i suoni che escono dagli strumenti, sarà quella postazione centrale dove sono piazzate tastiere e apparecchiature elettroniche. Fatto sta che “L’amore e la violenza” viene calato in un’ambientazione da vecchio programma tv. Non che il concerto della band di Montepulciano, ieri agli Arcimboldi di Milano dove tornerà per un altro sold out il 4 aprile, sia un esempio di retromania. È tante cose assieme, esattamente come l’album uscito in gennaio che viene riproposto fedelmente nella prima parte, canzone per canzone. Il secondo tempo è occupato da una selezione di vecchi brani, non necessariamente i più noti, quasi tutti accolti da un boato, applauditi, cantati.

Prima dei Baustelle sale sul palco Lucio Corsi, tre brevi dischi alle spalle fra cui l’ultimo “Bestiario musicale”, fantasia sfrenata. Indossa un vestito femminile, siede su uno sgabello, canta accompagnandosi con la chitarra cinque canzoni di cui due inedite, animate da un’atmosfera fiabesca e da un’immaginazione sfrenata anche se in questa versione – Corsi non è un cantante, né un chitarrista strabiliante – perdono qualcosa. I Baustelle arrivano poco dopo le 21.30, sono in otto, fanno un gran chiasso.

Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sono accompagnati da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano de Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere e chitarre) e dall’ultimo arrivato Andrea Faccioli (chitarre). I musicisti sono distribuiti su due piani, il suono è più rock che su disco, la grandezza della sala, il fatto che il pubblico sia seduto, la distanza del palco dalle prime file a causa della “buca” rendono l’inizio un po’ freddo.

Rifare un album per intero, dalla prima all’ultima canzone è sempre un’operazione rischiosa. Quando vengono suonati i pezzi minori si respira un’atmosfera imbarazzata, serpeggia la voglia di andare oltre, di sentire qualcosa di più forte. Non questa sera. “L’amore e la violenza” è amato, e molto, lo si capisce già a partire da “Amanda Lear” e poi “Eurofestival”.

GUARDA LA FOTOGALLERY DEL CONCERTO

Anche compassati hipster cantano a squarciagola il ritornello alla Viola Valentino di “Musica sinfonica”. Il nuovo formato della band è pensato per la riproposizione di questi pezzi: tre, anche quattro tastiere, miscela di chitarre ed elettronica, suono della batteria “triggerato”, massimo effetto nei pezzi veloci, pop pop pop. Bianconi presenta “Ragazzina” dicendo che “ci sono due cose da non fare mai: scrivere canzoni sui figli e sul Natale. La prossima canzone sono due errori in un colpo solo”.

Dopo cinque minuti di pausa, la seconda parte inizia con una versione quasi circense, da giostra, da luna park di “Charlie fa surf”. Gruppo e pubblico si lasciano andare, l’atmosfera è meno tesa e compassata, c’è aria di festa, certamente più amore che violenza. Più i pezzi sono vecchi, più la gente impazzisce e s’alza e balla, come per “Gomma” e “La canzone del riformatorio” – riascoltandole viene in mente quel che ha detto Bianconi a proposito dell’ultimo album, che sarebbe cioè un “Sussidiario illustrato della maturità”. È un concerto "oscenamente pop" e decisamente allegro. Il cantante scherza: “Lo sapete, siamo tristi, pessimisti, snob.

Abbiamo la sconfitta tatuata sulla pelle, ma voi non dateci retta” e attacca una versione rallentata e scarnificata di “Bruci la città”, scritta per Irene Grandi. L’entusiasmo raggiunge il culmine con “La guerra è finita”. Al posto di prolungare lo stato di eccitazione, il gruppo calma gli animi proponendo come primo bis l’inedita “Veronica numero 2” dalla coda vagamente springsteeniana e peccato per il suono un po’ impastato e la difficoltà a capire le parole. “Le rane” riporta l’atmosfera di festa. Chiamarlo successo è riduttivo.

Claudio Todesco

SET LIST:
Love
Il vangelo di Giovanni
Amanda Lear
Betty
Eurofestival
Basso e batteria
La musica sinfonica
Lepidoptera
La vita
Continental stomp
L'era dell'acquario
Ragazzina
Charlie fa surf
Un romantico a Milano
Monumentale
Gomma
Bruci la città
La canzone del parco
L'aeroplano
La moda del lento
La canzone del riformatorio
La guerra è finita
Veronica numero 2
Le rane

Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.