Buon week end da Rockol con... CCCP, 'Aghia Sophia'

Buon week end da Rockol con... CCCP, 'Aghia Sophia'

"Tedio domenicale, quanta droga consuma. Tedio domenicale, quanti amori frantuma", canta la voce di Giovanni Lindo Ferretti, con cadenza quasi ecclesiastica, all'inizio di "Aghia Sophia".

Il brano, lungo più di nove minuti, scritto dallo stesso Lindo Ferretti insieme a Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, è quello che apre il quarto album in studio di quella che può essere definita a tutti gli effetti la band simbolo del punk rock italiano degli anni '80, i CCCP. "Epica Etica Etnica Pathos", questo il titolo del disco, uscì nel 1990 e fu l'ultimo album del gruppo: dalle ceneri dei CCCP, nel 1992, nasceranno i CSI.

"Aghia Sophia", così come tutti gli altri brani contenuti in "Epica Etica Etnica Pathos", nacque tra le mura di villa Pirondini, la casa colonica settecentesca abbandonata, nei pressi dio Rio Salicento (campagna reggiana), in cui Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Ringo De Palma (che scomparve durante le lavorazioni del disco) si rintanarono da aprile a giugno del 1990. Zamboni, in un concerto-evento del 2015 dedicato ai venticinque anni dalla pubblicazione del disco, ebbe a dire:
 

"Siamo entrati nella vita di quella villa abbandonata, abbiamo spalancato porte, finestre. L'abbiamo spazzata, raschiata, illuminata, riscaldata, arredata. E poi l'abbiamo riempita di canzoni, facendole risuonare nel corso di tre mesi tanto densi. Quella villa ci ha accolti freddamente, sotto giorni di pioggia, tra i fumi delle stufe e i salti della corrente. Fino a quando si è finalmente sciolta, dando ai nostri microfoni i rumori e i riverberi delle sue tante stanze. L'anima austera e familiare di quegli ambienti, gli affreschi rugosi, gli stucchi scrostati. La campagna tutta attorno e poi la chiesetta adibita a studio... Tutto questo ha influenzato le composizioni e ha creato lo slogan con il quale abbiamo presentato, all'epoca, il nostro lavoro: 'Tutto lo sporco degli anni '90, tutta la tecnica degli anni '70'. Un contrasto continuo tra l'abbandono e la novità, l'edera, la muffa, le ragnatele, la ruggine, e poi il ritorno delle api, i tanti ospiti, la festa. Il crollo di una stalla, il crollo del muro di Berlino, il crollo dei CCCP e le prime ore dei CSI".

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