”Thunder road” dal punto di vista di Mary: la parodia letteraria di Springsteen

”Thunder road” dal punto di vista di Mary: la parodia letteraria di Springsteen

Si è appena concluso il tour nel continente australe di Springsteen: una manciata di date che hanno fatto il tutto esaurito, ma anche segnato l’inizio di quella che sarà una lunga pausa della E Street Band. Il Boss probabilmente dovrebbe finalmente pubblicare l’atteso e rimandato album solista. L’ultima canzone cantata nel tour è stata, come spesso capita ultimamente, “Thunder road”, suonata in versione acustica ad Auckland, Nuova Zelanda per salutare il pubblico con un “We’ll be seein’ ya!”.

La traccia che apre “Born to run” è l’inno di Springsteen, una delle più amate dai fan, universalmente riconosciuta come una delle più grandi canzoni rock degli ultimi 40 anni. Come noto, racconta la storia di un protagonista e della sua Mary, che fuggono in auto con il vento nei capelli, motivati solo dalla voglia di rivincita perché “è una città piena di perdenti, e dobbiamo andarcene di qua per vincere”.

L’abbiamo ascoltata e cantata mille volte. Ma come sarebbe la storia, ascoltata dal punto di vista di Mary? A provare ad immaginarlo ci ha pensato McSweeney's, il sito della casa editrice fondata da Dave Eggers, scrittore americano noto per “L’opera struggente di un formidabile genio”.  La rilettura è satirica, come spesso lo sono i pezzi che appaiono sul sito. McSweeney0s, in America, è un’istituzione ha pubblicato nomi come Nick Hornby e David Byrne, quindi si può permettere anche di toccare l’intoccabile

“Mary, 487 Thunder Road, Neptune, Nj” è la parodia firmata da Ross Murray:  una sorta di cover letteraria all’incontrario. Il titolo è l’ipotetico indirizzo della protagonista, dove si reca la voce narrante, quella cantata da Springsteen.

“Sto ascoltando la radio, sento questa macchina arrivare e penso: ‘Dio, no”: così prova ad immaginarsi la reazione di Mary l’autore dell’articolo.

“Esco sul portico e le porte sbattono, e mi danno fastidio” (mentre Springsteen canta “The screen door slams, Mary's dress waves/Like a vision she dances across the porch as the radio plays/Roy Orbison singing for the lonely”). Il mio vestito rimane incastrato nella porta, inciamo e penso: mi sta prendendo in giro. Ma lui inizia a fare il bullo perché ha riconosciuto la canzone alla radio. “Hey that’s me, and I want you only,” dice. “Già, sicuro, come se non sapessi che stai facendo lo stupido con quella Rosalita”.

Poco dopo inizia a sminuirmi, dicendo che che ho paura e che forse penso di non essere più cosi giovane. Ma ho 22 anni! Stai zitto! Poi il peggio: You ain’t a beauty, but, hey, you’re alright!” SCUSA!?

Finalmente annuncia i piani per la serata: aprire il finestrino dell’auto e far entrare il vento nei capelli. Da cui deduco che a)non ha un dollaro b)il finestrino è rotto. Quando lo sento urlare “Woah, oh, oh Thunder Road! Oh, Thunder Road! Oh, Thunder Road!” gli chiedo: “Seriamente: ti sei fatto?”

Poi si mette a parlare della chitarra e di quanto la suona bene. Sì, saprà suonare “Smoke on the Water.” Bravo. Mi parla solo di macchine, ma il peggio deve ancora venire.

“It’s a town full of losers. I’m pulling out of here to win”. Per un secondo sembra così triste sincero appassionato nei suoi folli sogni, e davvero abbiamo un’ultima chance per realizzarli. Ci posso provare, piuttosto che stare a casa a guardare la TV con mamma. Ok, saliamo in macchina. 

Ma poi dai cespugli salta fuori un nero che suona un sassofono. Ed è in quel momento che chiamo la polizia.

Per riprendervi dallo shock, ecco una delle versioni più belle di Thunder Road, piano armonica e voce, come la suonava spesso nel '75: questa versione è quella del primo concerto europeo del Boss, all'Hammersmith Odeon di Londra.

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