Pink Floyd: la storia del mixer usato per 'The dark side of the moon', finito all'asta - FOTO

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Il 27 marzo, a New York, avrà un luogo un'asta in cui verranno messi in vendita alcuni oggetti simbolo della musica rock: da un giacchetto di un tour di Bruce Springsteen a una chitarra autografata da Bono, passando per un flauto di Jimi Hendrix a un paio di scarpe di Cher. Il pezzo forte di quest'asta, però, sarà un mixer: non un mixer qualunque, ma quello con cui la storica rock band britannica registrò il suo album-capolavoro, "The dark side of the moon".

Il mixer, battezzato EMI TG12345 MK IV, ha una storia piuttosto particolare: venne costruito all'inizio degli anni '70 dagli ingegneri del suono della EMI, la casa discografica proprietaria degli Abbey Road Studios. Il personale degli studi di registrazione, fino ad allora, aveva utilizzato un banco di missaggio, chiamato MK II, che con il passare del tempo era diventato ormai obsoleto: i tecnici del suono e i produttori che lavoravano ad Abbey Road si rivolsero dunque alla EMI, chiedendo un nuovo mixer, più moderno.

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Gli ingegneri della casa discografica realizzarono un nuovo mixer, che venne battezzato MK III: il mixer, però, venne realizzato senza consultare il personale dello studio di registrazione, che lo trovò inadeguato rispetto alle proprie esigenze. Gli ingegneri della EMI furono dunque chiamati a realizzare un altro mixer: combinarono tra loro i punti di forza di quello divenuto ormai obsoleto, l'MK II, e quelli dell'MK III e diedero vita all'MK IV, che venne collocato nello studio 2.

I Pink Floyd, che negli Abbey Road Studios avevano già registrato "Atom heart mother" nel 1970 e parte di "Meddle" nel 1971, tornarono negli studi di registrazione nel giugno del 1972 per dare forma a quello che sarebbe poi diventato "The dark side of the moon". L'album venne interamente registrato ad Abbey Road, utilizzando proprio il mixer dello studio 2.

A gestire il mixer, durante le lavorazioni di "The dark side of the moon", venne chiamato Alan Parson, tecnico audio che aveva già messo mano ad "Abbey Road" dei Beatles e a "Atom heart mother". L'MK IV venne utilizzato negli Abbey Road Studios dal 1971 al 1983: da quel mixer passarono, tra gli altri, i dischi di Paul McCartney e dei suoi Wings, di George Harrison e Ringo Starr solisti, di Kate Bush e dei Cure.

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L'MK IV, che l'ex ingegnere del suono di Abbey Road Brian Gibson ha definito "il miglior mixer mai costruito", fu ospitato dallo studio 2 degli studi di registrazione londinesi fino al 1983, anno in cui il personale degli Abbey Road Studios acquistò strumenti più nuovi: lo acquistò Mike Hedges, che in quel periodo lavorava proprio ad Abbey Road, e che nel corso degli anni lo ha utilizzato per lavorare ai suoi progetti, utilizzandolo nel suo studio Playground di Camden e tenendolo in ottime condizioni (ha collaborato con Cure, Siouxsie and the Banshees, U2, Dido, Manic Street Preachers, Travis, Texas, The Beautiful South e Everything But The Girl).

Non è stato rivelato il prezzo di partenza dell'asta per accaparrarsi questo pezzo di storia della musica, ma secondo alcune indiscrezioni la cifra base raggiungerebbe i cinque zeri. 

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