Addio a Leone Di Lernia, il re del trash e della parodia che anticipò il Web

Addio a Leone Di Lernia, il re del trash e della parodia che anticipò il Web

Purtroppo il ricovero in gravi condizioni del 23 febbraio scorso non è stato un pr stunt escogitato dal Fabio Alisei e Marco Mazzoli a beneficio degli ascolti della trasmissione che lo vedeva impegnato sulle frequenze di Radio 105: Fabio Alisei, nome all'anagrafe di Leone Di Lernia, è morto oggi 28 febbraio - presso un ospedale di Milano, dove era ricoverato da tempo - ha spiegato il figlio Davide - perché affetto da un male incurabile.

Dopo il debutto come cantante convenzionale - la sua prima prova in studio, il quarantacinque giri "Trenta chili/Andiamo nei cieli", è del 1968 - Leone si trasferisce a Milano, dove inizia ad esibirsi come comico dialettale. La sua prima grande intuizione è del 1975: per il singolo "Gaccia ad'avè" (con, come lato B "Spuosatiella Geuvè") sceglie di parodiare in pugliese il brano di Joe Tex "I Gotcha". A renderlo un fenomeno virale prima ancora dell'avvento del Web furono i suoi leggendari appostamenti alle spalle dell'inviato di 90º minuto dallo Stadio San Siro di Milano. Benché, all'epoca, Di Lernia fosse ancora un fenomeno di nicchia, il più - nella costruzione del personaggio - era fatto: ad accorgersene per primo fu Fausto Terenzi, che lo volle con sé per il suo show su Radio Monte Carlo.

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L'esposizione mediatica lo lancia presso la platea generalista, che viene inondata con regolarità con le parodie in pugliese dei successi dell'epoca come - tra gli altri - "Gypsy Woman" ("Ra-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà"), "Bailando" ("Magnando"), "Killing Me Softly" ("Chille che soffre"), "Zombie" ("Tu sei ignorante"), "Pump Up the Jam" ("Uè paparul maccaron"), "The Rhythm of the Night" ("Te sì mangiàte la banana"), "All That She Wants" ("Cumbà Giuàn") e "Get It On" ("Bevi stu chinotto"): divenuto un personaggio pubblico a tutti gli effetti, Alisei prima tenta (senza successo) la carriera politica - nel '97, quando si candidò con la Lega d'Azione Meridionale al Comune di Milano - poi passa a Radio 105, senza farsi mancare un passaggio al reality "L'isola dei famosi" e un programma tutto suo su Sky, "Leone Auz", nel 2010.

Talmente sboccato e politicamente scorretto da essere guardato con benevolenza più o meno da tutti, dalla sua sospensione dallo Zoo di 105 del 2008 per "condotta indisciplinata" Leone di Lernia era diventato un'icona del trash, precursore dei tanti colleghi - tutti più giovani di lui - che negli anni successivi avrebbero sfruttato il volano del Web nel tentativo di compiere una parabola simile. Ci piace pensare che, da dovunque sia ora, lui li voglia salutare così:

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