Luigi Tenco e Dalida: tornano i gloriosi dischi Jolly

Luigi Tenco e Dalida: tornano i gloriosi dischi Jolly

Da ragazzo sono stato acquirente abituale dei dischi col marchio Joker. Erano album in vinile in vendita a prezzo economico – 900, poi 1000 lire, in tempi in cui gli album costavano fra le 2500 e le 3000 lire. Il catalogo dei dischi Joker era in vendita prevalentemente nei grandi magazzini, in particolare alla Standa, che io frequentavo perché una gentile commessa permetteva di ascoltare i 45 giri prima di (eventualmente) acquistarli.
Nel catalogo Joker, oltre ad album strumentali, raccolte di canzoni popolari italiane e di folk internazionale, dischi di documentazione storico/sonora (questi ultimi molto interessanti: canti dell’Italia fascista, canti della Resistenza, discorsi di uomini politici) e dischi di musica classica, lirica e jazz, dal 1967 in avanti cominciarono a comparire anche dischi di cantanti di musica leggera: Gabriella Ferri, Maurizio dei New Dada, Adriano Celentano (che aveva inciso per l’etichetta “madre” della Joker, la Jolly, tra il 1958 e il 1952), Luigi Tenco, Tony Dallara, Fausto Leali, Peppino Di Capri. Nel 1971, in particolare, ricordo di avere acquistato tre album di Enzo Jannacci – “La Milano di Enzo Jannacci”, “Enzo Jannacci in teatro”, “Sei minuti all’alba” – assolutamente indispensabili per chi voglia conoscere lo Jannacci pre-“Vengo anch’io”.


Oggi la SAAR comincia, e fa benissimo, a pubblicare – in vinile e in CD – alcuni titoli, ristampe o antologie, realizzati scegliendo dal catalogo Jolly.
Le ristampe in vinile sono fedeli all’originale: ripropongono le copertine delle prime edizioni sia per il fronte sia per il retro. Ecco dunque “Dalida”, ristampa del primo album in italiano della cantante egiziana, con una dozzina di successi usciti in 45 giri negli anni precedenti (“Milord”, “Pezzettini di bikini”, “Uno a te uno a me”...).

Ed ecco “Luigi Tenco”, primo e unico album del cantautore per la Jolly, prodotto da Ezio Leoni e Nanni Ricordi, uscito nel maggio del 1965 con 8 canzoni allora inedite (“Non sono io”, “Ah… l'amore l'amore”, “Se potessi, amore mio”, “Tu non hai capito niente”, “La ballata dell'amore”, “Com'è difficile”, “Vedrai vedrai”, “Quasi sera”), una in versione nuova (“No, non è vero”) e tre già pubblicate su 45 giri (“Ragazzo mio”, “Ho capito che ti amo” e “Io lo so già”), e note di copertina – allora si usava – scritte in tono celebrativo da Carlo Massimo Asnaghi, che allora era il personal manager di Tenco.


Questi due album sono stampati in vinile colorato – arancio quello di Dalida, bianco quello di Tenco – e il secondo è pubblicato anche in versione CD; il CD contiene uno scarno libretto di 8 pagine con informazioni biografiche e discografiche sull’artista in italiano e in inglese, non firmate.
Firmate, e da una firma prestigiosa (quella di Michele Neri), sono invece le note di copertina di “Dalida” versione CD, che è doppio: il primo dei due dischetti è il “Dalida” pubblicato anche in vinile, il secondo contiene 20 canzoni cantate sempre in italiano e uscite su 45 giri o su extended play nel periodo in cui la Barclay, l’etichetta francese di Dalida, era distribuita in Italia dalla Saar. Anche questo libretto è decisamente scarno – Michele Neri avrebbe potuto, se richiesto, darci molto di più... – ma ha il pregio di riportare i nomi di tutti gli autori delle canzoni.
Insieme ai dischi mi è stato fatto pervenire un catalogo di recenti e prossime uscite: particolarmente interessanti (per me, intendo) quelle dedicate a Maurizio dei New Dada, Fausto Leali, Michel Polnareff, Antoine, Francoise Hardy, Christophe, i Casuals.

 


Sarebbe anche interessante recuperare, ancora di Luigi Tenco, un album uscito originariamente nel 1972 intitolato “Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan”: fra le 11 canzoni ci sono “La ballata dell’eroe” di Fabrizio De André, “La risposta è caduta nel vento” (cover di “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan con testo di Mogol) e “Passaggi a livello” di Enzo Jannacci.


Del quale Jannacci auspico, ancora una volta, la riproposta dei tre album che acquistai in vinile nel 1971 di cui vi dicevo poco sopra. “La Milano di Enzo Jannacci”, “Enzo Jannacci in teatro” e “Sei minuti all’alba”, cioè i dischi pubblicati da Jannacci fra il 1964 e il 1966 (quelle del 1971 erano ristampe economiche) sono autentiche pietre miliari della canzone italiana.

Affidando magari al collega Andrea Pedrinelli, che sulle canzoni di Jannacci ha scritto un libro per Giunti, la stesura di un libretto corposo e dettagliato di informazioni e note critiche, e includendo i testi delle canzoni, facendo tradurre in italiano quelli in milanese da uno come Claudio Sanfilippo, che ne sa di Jannacci e ne sa di dialetto milanese, ne uscirebbe un cofanetto di grande valore artistico e storico.


(Franco Zanetti)

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