Quella volta che mi sono messa insieme a Jimmy Page – avevo 15 anni... VIDEO

Quella volta che mi sono messa insieme a Jimmy Page – avevo 15 anni... VIDEO

Nella seconda parte del suo racconto, di cui abbiamo iniziato ieri la pubblicazione, Lori Mattix rievoca la sua relazione con Jimmy Page, il chitarrista dei Led Zeppelin.

 

"Qualche tempo dopo la notte che passai con Bowie, ricevetti una telefonata da un tizio che sosteneva di essere Jimmy Page. Pensai che fosse uno scherzo. I Led Zeppelin erano in città, ma perché mai Jimmy Page avrebbe dovuto telefonarmi a casa?
Un paio di settimane dopo, Sable Starr e io eravamo insieme a Iggy Pop quando venimmo a sapere che il Led Zeppelinn erano alla Hyatt House, di cui avevano affittato l’intero nono piano. Mentre ci andavamo, Sable mi disse: ‘Tieni giù le mani da Jimmy. Se lo tocchi, ti sparo. Lui è roba mia’. Le risposi che andava bene – a me non interessava avere a che fare con Page.
Quando arrivammo all’Hyatt, erano tutti in piscina, che giocavano a buttarcisi dentro. Jimmy venne verso di me e mi chiese: ‘Tu sei Lori? Io sono Jimmy. Ti avevo detto che volevo stare con te’. Era davvero lui, al telefono! Non potevo crederci. Però avevo davvero paura della reazione di Sable: lei era la regina delle groupies, con lei non c’era da scherzare.


Quella sera ci trovammo tutti al Rainbow, e lì mi prese da parte Peter Grant, il manager degli Zeppelin: era un tipo gigantesco, che faceva paura. Mi disse ‘Tu vieni con me, signorina’. Mi ritrovai in una limousine, che non sapevo dove mi stesse portando. Mi sentivo come se fossi stata rapita. Arrivammo all’Hyatt, mi portarono in una stanza e lì c’era Jimmy Page. Aveva un cappello a larga tesa e un bastone da passeggio in mano. Era la perfezione fatta persona. Mi sentii ipnotizzata da lui: mi innamorai a prima vista.
Gli Zeppelin stavano iniziando il tour di ‘Houses of the holy’, era l’inizio di maggio del 1973: io ancora non avevo compiuto i sedici anni. La band usava per i suoi spostamenti un jet privato, che si chiamava The Starship, e lo usava per andare e venire dalle città dove suonava, mentre teneva come bse Los Angeles. Essendo minorenne non potevo viaggiare con loro fra uno Stato e l’altro degli Stati Uniti, quindi stavo in albergo e aspettavo il ritorno di Jimmy, del quale ero perdutamente innamorata. L’avevo messo su un piedistallo. La storia si era fatta così seria che Jimmy chiese a mia madre il permesso di stare con me.


A ripensarci adesso, magari aveva paura di finire nei guai con la legge perché stava con una ragazza così giovane, quindi deve aver pensato che fosse meglio mettere in chiaro la cosa con mia madre, spiegandole che era innamorato di me. E io ci credo, che lo era. Si prendeva cura di me, mi comprava vestiti e badava che non prendessi stupefacenti.
Mia madre sapeva che io stavo con la più grande rockstar del momento, e diceva: ‘Mia figlia è come Priscilla Presley’.
Io stavo sempre a Los Angeles: andavamo insieme a Jimmy a tutte le feste in città, ma non mi portò mai in qualche posto speciale. Stavamo praticamente sempre in albergo.
La storia durò parecchio: anche dopo la fine del tour americano, che continuò fino a tutto luglio del 1973, tornato in Inghilterra Jimmy mi telefonava tutti i giorni. Io gli rimanevo fedele, anche perché, dopo essere stata con David Bowie e Jimmy Page, cosa potevo trovarci in un mio coetaneo di North Hollywood?


Il 10 marzo del 1974 Jimmy e gli Zeppelin vennero a Los Angeles per la festa di lancio della loro etichetta discografica, la Swan Song Records, che si tenne all’Hotel Bel Air.
E fu lì che feci il mio peggiore sbaglio. Sapevo che avrei visto Jimmy e sarei stata con lui, e dissi alla mia amica Bebe Buell – che era una groupie e poi avrebbe avuto una figlia, Liv Tyler, con Steven Tyler degli Aerosmith - che poteva venire con me e dormire nella stanza vicina alla nostra. Non sapevo che mi avrebbe rubato il fidanzato. Avevo la chiave della suite dove stavo con Jimmy, entrai e vidi Jimmy a letto con Bebe. Lo guardai e gli chiesi: ‘Perché mi stai facendo questo?’. Da quel momento non ebbi più fiducia in lui. Lo consideravo un dio, e quel fatto mandò in pezzi l’idea che avevo di lui.
La nostra relazione finì, e io avevo il cuore a pezzi. Fu difficile per me, poi, avere di nuovo fiducia in un uomo. E Jimmy resterà uno dei grandi amori della mia vita”.


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