Standing Ovation, un programma della RAI disgustoso e repellente

Standing Ovation, un programma della RAI disgustoso e repellente

Guardo poco la televisione. Direi pochissimo. Stasera, mentre leggevo un libro di cui vi riferirò, mi è venuto in mente di accenderla, perché ieri mi è arrivato un comunicato in cui si anticipava la presenza di Francesco Gabbani in un programma di Rai Uno condotto da Antonella Clerici, che s’intitola “Standing ovation”. E ho fatto malissimo ad accendere la televisione. Dopo un quarto d’ora non ce l’ho più fatta, e mi sono sentito quasi obbligato a scrivere quello che sto scrivendo.

 

Non guardatelo mai, per favore. Non contribuite all’eventualità che questo programma continui a essere trasmesso. E’ una gara in cui due o più persone della stessa famiglia, una delle quali deve avere fra gli 8 e i 17 anni, competono cantando canzoni. Ma le canzoni, tanto per cambiare, non hanno nessuna importanza (e, tanto per cambiare, gli autori non vengono né nominati né scritti in sovraimpressione: ma ormai ci siamo abituati, seppure non rassegnati). Quel che conta, in questo disgustoso e repellente programma televisivo in cui vince chi fa alzare più gente del pubblico (da cui “standing ovation”, capito?) e più componenti di una giuria indescrivibilmente eterogenea (Nek, Loredana Berté, Romina Power), è la pateticità del caso umano: nel quarto d’ora che ho guardato, c’erano un ex drogato e suo figlio, napoletani o comunque campani, che cantavano “O’ sarracino”, e un cieco e sua figlia che cantavano qualcosa che già non ricordo più.  Adesso, con il volume a zero, sto vedendo un povero ragazzino di colore che suona le congas mentre quella che credo sia sua madre adottiva si agita con un microfono in mano.

Proprio in questi giorni si discute se sia giusto che la RAI non paghi più di 240.000 euro l’anno i suoi dipendenti e collaboratori. Dicono che se la RAI non potrà pagare cifre analoghe a quelle che può pagare Mediaset, non potrà essere concorrenziale. Ah, perché così lo sarebbe? E se anche perdesse pubblicità rispetto a Mediaset, chissenefrega? La RAI incassa un canone, che ormai siamo tutti obbligati a pagare perché è incluso nella bolletta dell’elettricità. Usi quei soldi per cercare di fare trasmissioni decenti, e non li spenda per confezionare brutture vergognose come questa.

Il comunicato che ho ricevuto ieri si chiude con queste righe:

Standing Ovation è un programma prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi Multimedia, di Amato Pennasilico, Olivia Bernardini, Giacomo Carrera, Simone Di Rosa, Monica Parente, Luca Parenti e Alessandro Santucci. La regia è a cura di Duccio Forzano. Musiche di Leonardo De Amicis. Consulenza artistica di Gianmarco Mazzi.

Se conoscete qualcuna di queste persone, ditele che si vergogni.

Franco Zanetti

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