The XX in concerto a Milano: la recensione e la scaletta

The XX in concerto a Milano: la recensione e la scaletta

“Eravamo nervosi e spaventati dal suonare in un posto così grande”, dicono alla fine Oliver Sim e Romy Madley Croft. “Grazie per averci aiutato”. 

C’è buona parte del concerto degli XX, in questa frase: il Forum di Assago esaurito da tempo per l’unica data italiana, un rapporto fortissimo con il pubblico di una band umile e discrera, ma in realtà in grado di smuovere una massa enorme di persone. L’ennesima dimostrazione che i confini tra indie e mainstream sono ormai spesso dissolti: non deve far impressione vedere gli XX in prima serata sulla RAI (è successo domenica sera da Fazio), o vederli attirare quasi 11 mila persone di ogni tipo, dagli hipster a 20enni ai trenta-quarantenni.

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Ne è passato di tempo dal primo concerto italiano del trio britannico, di fronte 100 persone alla Casa 139 di Milano: era l’autunno 2009, era da poco uscito il loro album d’esordio.  Tre dischi dopo, sono cresciuti, è cresciuto il loro pubblico, è cresciuta la loro musica, ma senza tradire le loro origini.

Gli XX si presentano dentro una sorta di grande cubo a dalle pareti lucide, una scenografia che ricorda la copertina dell’ultimo “I see you”, composta da giganteschi pannelli mobili. Oliver e  Roma sono davanti, Jamie Smith in consolle, rialzata, a controllare e guidare tutto. Ma non pensate ad uno spettacolone ricco di effetti speciali. Sul palco succede poco, il cubo serve solo per creare effetti di luce. La scenografia è al servizio della musica, unisce il minimalismo, il dettaglio, alla voglia di riempire grandi spazi, come la musica della band. 
E ci riescono, fin dall’inizio di “Say something loving”: è tutto un coro con il pubblico.  Oliver ondeggia con il suo basso, Romy quasi si nasconde dietro la frangia di capelli neri, Jamie è il più mobile, mentre maneggia i suoi controller. 

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Non c’è un vero frontman, si dividono suoni e spazi: in “Performance” è Romy (“sono un po’ spaventata, questa la devo cantare da sola”). In “Refuse", Oliver lascia il basso per prendere solo il microfono e si muove un po’ di più a centro palco, fino a quando la canzone si fonde nei beat di “Shelter”, e nel finale di  “Loud places”, dal disco solista di Jamie. La fine del concerto è un DJ set con il Forum che balla: non c’è una vera separazione tra set e bis. Romy e Oliver escono, ma la musica continua fino alla ripresa di “On hold”, mentre il cubo si tinge dei colori dell’arcobaleno. A quel punto il pubblico riesce a cantare persino la melodia strumentale “Intro”, prima del finale di “Angel”, con il forum che ripete “Love, love, love”.

E’ durato tutto solo 90 minuti - pochi, se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo. Ma pressoché perfetti, nel resto: gli XX hanno tenuto in pugno il Forum dall’inizio alla fine, con canzoni eseguite alla perfezione, un suono che riesce ad essere potente pur essendo spesso fatto spesso di pochissimi elementi, e che quando invece inserisce più prepotentemente l’elettronica (come nelle canzoni dell’ultimo album) riesce a far ballare chiunque.
Ritorneranno quest’estate, gli XX, e se ve li siete persi, vale davvero la pena recuperare.

(Gianni Sibilla)

 

SETLIST

Say Something Loving
Crystalised
Islands
Lips
Brave for You
Basic Space
Performance
Too Good
Infinity
VCR
Dangerous
I Dare You
A Violent Noise
Fiction
Shelter
Loud Places

BIS
On Hold
Intro
Angels

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