Mick Jagger non dà il permesso per pubblicare la sua autobiografia (che non ricorda di avere scritto)

Mick Jagger non dà il permesso per pubblicare la sua autobiografia (che non ricorda di avere scritto)

Ormai da anni il rock è diventato materiale buono per gli scaffali delle librerie. Alcuni titoli, soprattutto le autobiografie dei campioni della musica, attirano la curiosità e l’attenzione del pubblico conquistando, in alcuni casi, la vetta delle classifiche di vendita.

 

Esemplare in questo senso il caso di “Life”, scritto dal chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, pubblicato nel 2010 e divenuto immediatamente un best seller. Se c’è qualcuno che può battere quanto a curiosità il record di ‘Keef’ e il suo socio in affari Mick Jagger, l’icona stessa del rock. Pubblicare una autobiografia del frontman degli Stones è il sogno di ogni editore. A dirlo è proprio un editore, John Blake, al settimanale inglese Spectator: “Chiedete a qualsiasi editore che autobiografia vorrebbe assicurarsi e la risposta sarà quasi sempre la stessa: Sir Michael Philip Jagger”.

 

Il fatto curioso – come riportato dall’edizione online del Corriere – è che John Blake una autobiografia di Mick Jagger di 75.000 parole, scritta negli anni ottanta, l’avrebbe anche tra le mani da ben tre anni ma Mick non ricorda di averla scritta, non è interessato a che si pubblichi e non ha dato per la sua immissione sul mercato.

 

Tre anni fa il manager di Jagger pareva possibilista e ne chiese una copia perché Mick la leggesse visto che non si ricordava di averla scritta. Blake si permette di raccontare che Jagger scandalizzò sua madre tornando a casa al termine della prima tournee “Oh Michael, i tuoi capelli...”, gli disse; che acquistò il palazzo di campagna Stargroves sotto l’effetto di allucinogeni e che per i cavalli ha poca simpatia.

 

Blake non si tira indietro e riflette sulla portata economica che avrebbe un volume del genere: “Mick potrebbe firmarne mille copie e venderle a mille dollari l’uno, soprattutto se fosse disposto a incontrare gli acquirenti per un’ora in un piccolo teatro. Un milione di dollari, tanto per iniziare”. Seguirebbe poi la pubblicazione simultanea in 50 lingue in edizione con copertina dura, a venti sterline a copia, ‘la vera festa’, chiosa Blake.

 

Negli anni settanta la Weidenfeld & Nicolson offrì al musicista un milione di sterline, ai tempi una follia. Sir Mick non si fece tentare, sottolineando di aver ‘bevuto e fumato troppo’ per far affidamento sulla memoria. Se le pagine in possesso di Blake sono realmente scaturite dalla penna di Jagger, la loro esistenza è quasi miracolosa. A più riprese Jagger ha assicurato di non aver intenzione di raccontare la sua storia.

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