Non sono solo canzonette: ecco perché la musica 'leggera' può essere davvero pericolosa

Non sono solo canzonette: ecco perché la musica 'leggera' può essere davvero pericolosa

Il rap e il metal non sono generi musicali così violenti come potrebbe sembrare. Le rime crude e dure e i ritmi aggressivi potrebbero essere intesi come un'incitazione alla violenza, ma non è così. Anzi, contrariamente a quanto si pensa, il metal e il rap - secondo gli studi degli psicologi dell'Università di Queensland, in Australia - possono mitigare i nostri impulsi di rabbia, rappresentare un modo per destabilizzarla. Può sembrare ridicolo, ma le canzonette orecchiabili e positive sono ben più pericolose dei pezzi rap e del metal.

Almeno, così sostiene la psicologa Naomi Ziv, che insegna al College of Management Academic Studies di Rishon LeZion, in Israele. A detta della studiosa la musica "leggera" è quella che più si presta a processi di manipolazione della mente delle persone, quella che - più degli altri generi - può rendere le persone più compiacenti, più aggressive o addirittura razziste.

Naomi Ziv ha raccontato alla BBC di aver condotto un paio di esperimenti i cui risultati avrebbero dimostrato la pericolosità della musica "leggera". Il primo di questi esperimenti ha visto alcune persone, suddivise in due gruppi, ascoltare una pubblicità in cui un sito diceva di poter creare documenti falsi per far ottenere ai suoi clienti una pensione più alta.

La pubblicità, per entrambi i gruppi, era la stessa, con una sola differenza: in sottofondo alla pubblicità fatta ascoltare ad uno dei due gruppi c'era l'"Allegro" tratto dalla "Piccola serenata" di Mozart, mentre in sottofondo a quella fatta ascoltare dall'altro gruppo non c'era nessun brano musicale. Un esperimento simile si è svolto con in sottofondo "I got you (I feel good)" di James Brown.

Gli esperimenti condotti dalla psicologa israeliana hanno mostrato che, in entrambi i casi, le persone che in sottofondo avevano ascoltato i brani citati, si sono poi rivelate quelle più propense a compiere comportamenti immorali e disonesti.

Un altro esperimento condotto dalla psicologa chiedeva alle persone di mettere in atto atteggiamenti insensibili nei confronti di altre persone. Questo terzo esperimento ha dimostrato che le persone che rispondevano alla richiesta erano quelle che ascoltavano brani di musica "leggera" come la hit di James Brown o la hit dance "Suavemente" di Elvis Crespo. Dice Naomi Ziv alla BBC:

 "È stato sconvolgente notare che a quelle persone era stato chiesto di ferire qualcuno e che queste si erano mostrate disposte a farlo".


Ma qual è, esattamente, il meccanismo psicologico che porta le persone che ascoltano musica leggera - stando agli studi di Ziv - a mettere in atto comportamenti immorali? Secondo la psicologa, la risposta sta in quello che proviamo quando siamo felici:

"Quando sei felice, sei più propenso ad acconsentire ed elabori le informazioni in maniera meno rigorosa", spiega lei, "le canzoni di Natale sono un esempio perfetto di musica felice che può rendere le persone più compiacenti".


E questi meccanismi, secondo Naomi Ziv, non riguardano solo l'individuo, ma possono innescarsi anche ad un livello più alto, di gruppo:
 

"La musica può creare coesione in un gruppo. E quando le persone fanno le cose insieme, sono più propense ad accettare quello che fanno le altre. Questo porta al cosiddetto 'pensiero di gruppo', in cui viene meno il senso del giudizio morale. La musica, utilizzata in politica, viene sempre usata per creare entusiasmo intorno alle idee e per accrescere i consensi".


Sono solo canzonette, diceva qualcuno, ma possono essere davvero pericolose...

Dall'archivio di Rockol - Gli album essenziali del rock italiano anni Novanta
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.