Ryan Adams - la recensione di "Prisoner"

Il sedicesimo album solista del rocker di Jacksonville Ryan Adams, “Prisoner”, arriva a due anni da "1989", l'album di cover di Taylor Swift. Nasce dalla fine di un matrimonio: 

passione, rabbia, delusione, catarsi. C'è tutto quello che il rock sa dire e fare quando un storia d'amore finisce a pezzi. Insomma, se piace il genere, questo album è imprescindibile. E anche se non siete dei rockettari: fermatevi e acoltate. Divverete dei "Prisoner" di Ryan Adams.

Vuoi leggere di più su Ryan Adams?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996