Sanremo 2017: Emanuele Fasano, il 'pianista della stazione': la videointervista

Sanremo 2017: Emanuele Fasano, il 'pianista della stazione': la videointervista

"La mia passione per la musica nasce grazie a mio padre, perché in casa ho sempre avuto un bellissimo pianoforte bianco, che era suo, e ogni volta che lo vedevo volevo suonarlo. Studiando, con gli anni, ho imparato a conoscere la musica e a conoscere il pianoforte bianco che ho a casa": così Emanuele Fasano, il "pianista della stazione" ospite della finale del Festival di Sanremo, si racconta alle telecamere di Rockol.

Emanuele Fasano ha 22 anni ed è figlio di Franco Fasano, uno degli autori più importanti della musica "leggera" italiana: nel corso della sua carriera, Fasano - oltre a pubblicare alcune dischi e canzoni come cantautore: "Un'isola alle Hawaii", ad esempio, presentata in gara al Festival di Sanremo1981 - ha scritto brani poi incisi da cantanti come Fiordaliso ("Una sporca poesia") e Fausto Leali ("Mi manchi" e "Ti lascerò", con cui il cantante vinse il Festival del 1989 con Anna Oxa) ma anche sigle di diversi cartoni animati. "Mio papà è un autore abbastanza noto", dice Emanuele, "tutto è partito da lui, sicuramente, poi andando avanti col tempo ha influito sempre di meno. Voleva che io finissi il conservatorio e che portassi a compimento gli studi classici. Ma a me piaceva mettermi seduto al pianoforte e suonare quello che piaceva a me. Insomma, tutto è partito da lui ma poi, ad un certo punto, ci siamo distaccati".



Nell'iPod del pianista c'è per lo più musica leggera anglofona: "Mi piacciono Katy Perry e Avril Lavigne: il pop è un genere musicale molto diverso da quello che suono, ma grazie a queste cantanti sono riuscito a trasportare quello che loro mi facevano provare nelle mie composizioni", spiega.

Dopo l'episodio della stazione è avvenuto l'incontro con Caterina Caselli, che ha messo Emanuele Fasano sotto contratto: "Mio padre mi disse: 'Vedrai che si sono aperte delle varie strade, io non farò niente'", racconta lui, "una di queste strade è stata conoscere Caterina Caselli, prenderci e trovarci bene l'uno con l'altra fino a firmare un contratto discografico e intraprendere un percorso passo per passo e costruire una carriera senza cercare di trarre profitto immediatamente dall'episodio della stazione".

E dopo un anno di lavoro è uscito l'album d'esordio del pianista, "La mia ragazza è il piano". Un titolo ironico che Fasano spiega così: "È per far capire che se una ragazza la tratto benissimo, do tantissime attenzioni anche al pianoforte". L'invito al Festival di Sanremo è un'altra di quelle strade che si sono aperte per il pianista dopo l'episodio della stazione: "Ero abituato a vederlo da casa mia, sono rimasto felicissimo", dice. Nel disco è contenuto anche "Non so come mai", il brano che il pianista ha suonato sul palco dell'Ariston: qui la versione perla rubrica #NoFilter di Rockol.

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