Steve Howe spiega perché non entrò a far parte dei Nice di Keith Emerson e il miglior album degli Yes è...

Steve Howe spiega perché non entrò a far parte dei Nice di Keith Emerson e il miglior album degli Yes è...

Il chitarrista degli Yes Steve Howe ha ripensato al giorno in cui era quasi entrato a far parte dei Nice di Keith Emerson ma poi decise di non farlo.

 

La vicenda con i Nice ebbe luogo nel 1970, subito dopo che il loro chitarrista David O'List se ne era andato e prima che Emerson sciogliesse la band per formare gli Emerson, Lake and Palmer. Dice Howe a Newsweek: "Ho incontrato Keith un pomeriggio quando suonai con i Nice. Ma decisi di non unirmi a loro. A me e a Keith piaceva Vivaldi. Pensavo 'Va bene, ma non è abbastanza'. E poi feci un’audizione con gli Yes".

 

Howe ricorda inoltre che "bussò a poche porte" dopo aver lasciato i suoi primi gruppi, Tomorrow e Bodast, dice ancora sui Nice: "Sentivo che non sarei andato dove volevo entrando in quella band".

 

Guardando alla intera carriera degli Yes, il chitarrista quando si è trattato di scegliere il loro momento musicale più significativo, ha detto: "Per molto tempo, avrei risposto “Relayer” (album uscito nel 1974) per “To be over” e “The gates of delirium”. Ma penso che quello che stabilisce tutta l'ampiezza dello spettro degli Yes sia “Close to the edge” (1972). C’erano tante sfaccettature e siamo stati in grado di infondere davvero lo stile del gruppo in ogni canzone. Questo è il motivo per cui penso che “Close to the Edge” sia uno dei nostri più grandi successi."

 

Come sottolineato da Howe, l’album è uscito nello stesso anno di “Fragile” (che in realtà uscì nel 1971, una decina di mesi prima di “Close to the edge”) che ha definito come "un disco molto affascinante". E’ l'unico in cui tutti abbiamo fatto degli assoli. Continuo a dire alla band, 'Facciamolo di nuovo'. Ma a volte rifare le cose non significa farle come prima."

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