Sanremo 2017, Ermal Meta al Festival con ‘Vietato morire’ - VIDEOINTERVISTA

Sanremo 2017, Ermal Meta al Festival con ‘Vietato morire’ - VIDEOINTERVISTA

Un padre violento, un figlio che cresce, una madre che immagina che uomo diventerà il figlio. È la storia di “Vietato morire”, la canzone che Ermal Meta porta a Sanremo 2017. È una storia autobiografica e prende spunto dalla vita del cantautore, ex frontman dei La Fame di Camilla. “È una storia che aveva urgenza di venire fuori. È autobiografica, ma non è questa la cosa importante. È importante che diventi una storia di molti, che dia un segnale di speranza. Vorrei che diventasse un modo per abbracciare le persone che si trovano in situazioni simili, dicendo loro che se ne può uscire ribellandosi a qualcosa che sembra immutabile. Il messaggio è disobbedire per sopravvivere. In quanto alla musica, sarebbe stato troppo facile trasformare questo testo in una ballad. Perciò ho cercato di creare un contrasto con le parole, usando una musica leggera e ritmata”.



“Vietato morire” dà il titolo al nuovo album. “Quell’espressione è un po’ il fil rouge del disco, è l’esplosione della vita nella sua essenza. Tutte le canzoni sono in qualche modo collegate, raccontano la vita che va preservata, non messa in pericolo”. Esce come doppio: nove nuove canzoni, fra cui il duetto con Elisa “Piccola anima”, e le nove del precedente “Umano”, col quale Meta era andato a Sanremo 2016 fra le Nuove Proposte. “È un modo per far conoscere a chi mi scoprirà l’inizio di questo percorso. Cè una grande continuità fra i due dischi. Ogni canzone di ‘Vietato morire’ è collegata emotivamente a una canzone di ‘Umano’. È un giochino che mi divertirò a far fare a chi comprerà il disco”. Tra le canzoni da collegare, ci sono “Vietato morire” e “Lettera a mio padre”, un pezzo molto duro in cui Ermal Meta si rivolgeva al padre: “Di bestie come te ce ne sono in giro (…) Ti sputano nel mondo solo per avere un pasto facile. Io sono ancora qui, ho la pelle dura pure più di te”.

Per la serata delle cover, Ermal Meta ha preparato “Amara terra mia”, il canto tradizionale abruzzese rielaborato da Domenico Modugno ed Enrica Bonaccorti. “Una canzone meravigliosa. Per me rappresenta molto. Ci sono tanti modi per allontanarsi dalla propria terra: c’è il distacco, ma anche la sofferenza che si prova restandoci. L’ho scelta per rendere omaggio a chi sente il sapore amato della propria terra”, terremotati compresi. A Sanremo la canterà con un ospite? “Con un finto ospite. Un personaggio immaginario. Di più non dico”.

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