Il musical sul 'Divo Nerone' debutterà a giugno: 'Nerone mi ricorda Modugno', dice Migliacci

Il musical sul 'Divo Nerone' debutterà a giugno: 'Nerone mi ricorda Modugno', dice Migliacci

Stavolta sembra essere davvero tutto pronto per il debutto di "Divo Nerone - Opera rock", lo spettacolo sull'imperatore romano scritto da Franco Migliacci che avrebbe dovuto andare in scena già nel giugno del 2016. Il cast del musical è praticamente completo - manca solo l'interprete del personaggio di Poppea, che verrà scelta a fine febbraio - e la produzione si appresta ad affrontare le ultime fasi di lavoro prima del debutto, atteso per il 1° giugno 2017: "Vogliamo fare di 'Divo Nerone' un musical totalmente internazionale ma residente a Roma: un punto di riferimento, insomma, come lo sono stati 'Cats' per Broadway a New York e 'Il fantasma dell'opera' a Londra. Andrà in scena tre giorni in lingua italiana e tre giorni in lingua inglese", spiega il produttore dell'opera, Jacopo Capanna, che ha alle sue spalle anni di esperienza nel mondo del cinema come fondatore della casa di distribuzione Artisti Associati ("9 settimane e ½", "Robin Hood" con Kevin Costner, "True lies" di James Cameron).

L'idea del musical "Divo Nerone" è nata da un incontro tra uno dei produttori, Cristian Casella, e Ernesto Migliacci, che due anni fa ha presentato al produttore il progetto a cui aveva lavorato nel corso degli ultimi dieci anni suo padre Franco (uno degli autori più importanti della canzone italiana, nonché storico collaboratore di Domenico Modugno - insieme al quale scrisse, tra le altre canzoni, "Nel blu dipinto di blu"). Si tratta di uno spettacolo che racconta quattordici anni di vita di Nerone e che è frutto di un lungo studio, da parte di Migliacci senior, di molte opere che sono state scritte sull'imperatore romano: da quelle di storici latini come Tacito e Svetonio a quelle di studiosi contemporanei come Edward Champlin e Mario Attilio Levi.

"Nerone prende atto dell'avvento del cristianesimo, e assistiamo all'incontro-scontro sulla scena tra l'imperatore e il personaggio di Tullio, che è il co-protagonista e che rappresenta il mondo cristiano. Al centro della trama c'è proprio questo confronto tra i due", racconta Ernesto Migliacci, produttore artistico del progetto, "è un'opera rock che ha per protagonista Nerone, quello che potremmo definire come il primo vero artista italiano: scriveva canzoni, le cantava e si accompagnava con gli strumenti. Parliamo di opera rock perché questa produzione è un'unione tra musica, spettacolo e balletto. E perché Nerone è stata una vera rockstar, un divo: ha anticipato per certi versi il glam rock anni '70. Una volta andò in tour in Grecia, si portò dietro 5.000 persone solo per applaudirlo durante le sue esibizioni (un fan club, praticamente) e tornò a Roma con migliaia di trofei e medaglie. Voleva conquistare il mondo, ma non con le armi: con l'arte, la cultura. Era un sognatore, un po' come il John Lennon di 'Imagine'. È stata la più grande rockstar mai esistita".
 

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Franco Migliacci, però, cerca di evitare le etichette: "Se proprio devo trovare una definizione per questa produzione, la definirei un'opera-song", dice, "perché le canzoni rivestono un'importanza fondamentale nella storia e perché sono caratterizzate dal linguaggio delle canzoni pop-rock, accessibile a tutti. Nerone era un musicista, un pazzo, un folle che vedeva il mondo a modo suo. Mi ricorda un po' Modugno: Domenico era un irregolare, non stava alle regole. Se le faceva da sé, le regole". L'autore parla di "Divo Nerone" come dell'opera di una vita: "Anche io mi ritrovo molto nella figura di Nerone. Mio padre, un maresciallo di finanzia, era come la madre di Nerone, Agrippina. Mi ha impartito un'educazione militare: voleva che studiassi economia", ricorda Migliacci, "voleva avviarmi all'attività di banchiere, ma io sentivo che quella non era la mia passione. Un giorno mi portò ad un colloquio con un dirigente di banca per farmi assumere e uscendo da quell'incontro dissi a mio padre che, pur di non andare a lavorare lì, ci avrei messo una bomba: così mi portò al manicomio. Ebbi la fortuna di incontrare un medico che mi capì e che disse a mio padre: 'Lei a suo figlio deve lasciar fare quello che vuole'".

I testi delle canzoni sono di Franco Migliacci, mentre alle musiche ha lavorato un vero e proprio team di compositori: Stefano Acqua, lo stesso Ernesto Migliacci, Massimo Cantini, Roberto Zappalorto, Andrea Casamento e Giorgio Costantini. Gli arrangiamenti sono stati curati da Emiliano Torquati e Stefano Acqua, mentre Antongiulio Frulio si è occupato dell'orchestrazione.

In molti hanno provato a raccontare Nerone, sia in teatro che al cinema, a volte proponendo ritratti importanti dell'imperatore, altre volte scadendo nella parodia: dall'"Incoronazione di Poppea" di Claudio Monteverdi e Gian Francesco Busenello del 1642 (opera importantissima per la storia del dramma per musica italiano) al film di Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore del 1976, passando per l'opera lirica di Boito del 1924 a quella di Mascagni del 1935, il film di Luigi Maggi del 1909, quello del 1930 di Alessandro Blasetti e quello del 1956 di Steno con protagonista un indimenticabile Alberto Sordi. "È sempre stato visto come un artista imbecille. Lo ha rovinato quella leggenda secondo la quale mentre Roma bruciava, lui suonava tranquillo le sue canzoni", dicono i Migliacci. La loro versione proporrà invece un ritratto più dignitoso dell'imperatore romano, anche se non mancheranno momenti comici: "Come quando la regina britannica Budicca lo sfidò a duello e gli disse che era una signorina", anticipa Ernesto Migliacci, "lui rispose: 'Non posso accettare perché sono un artista'. La canzone che accompagna questa scena, 'I am a superstar', uscirà come singolo con qualche mese di anticipo rispetto al debutto dell'opera".

Il cast artistico si compone di ben 26 tra ballerini e acrobati e 12 cantanti-attori, selezionati dai Migliacci, dal regista Gino Landi e dal coreografo Marco Sellati. Il personaggio di Nerone sarà interpretato da Giorgio Adamo, classe 1985: "Ha un atteggiamento da vero divo", dicono Franco ed Ernesto Migliacci a proposito dell'attore, "è il Nerone perfetto, quello che cercavamo; abbiamo capito sin da subito che avremmo affidato il ruolo a lui: ci ha colpito con le sue capacità canore e con la sua presenza scenica". La ricerca di un altro personaggio chiave, quello di Poppea (la donna che riesce a far innamorare perdutamente Nerone), va avanti da mesi: "Non abbiamo ancora trovato quella che cerchiamo: abbiamo ascoltato cantanti brave, ma algide nell'interpretazione. La nostra Poppea deve essere appetitosa, non solo dal punto di vista estetico: una donna dotata di tutte le armi per far impazzire un uomo", spiega Migliacci jr.. Siccome i tempi stringono e a breve cominceranno le prove dello spettacolo, la produzione ha deciso di lanciare un contest destinato alla selezione di Poppea. Le iscrizioni al contest sono aperte dallo scorso 9 gennaio: le aspiranti attrici, tra i 18 e i 35 anni, dopo aver scaricato il regolamento e il materiale, dovranno registrare un selfie, interpretare un brano e recitare un breve testo, sia in italiano che in inglese ed inviarlo entro il 31 gennaio. A seguire, dal 1° al 12 febbraio, la giuria popolare del web decreterà le 5 finaliste che, aggiunte alle 5 selezionate dalla giuria di qualità, si sfideranno nella finale del 16 febbraio (info e regolamento su divonerone.it).

Alla realizzazione di "Divo Nerone" ha preso parte un cast di grandi professionisti: oltre a Franco Migliacci, due volte vincitore del premio Grammy ("Nel blu dipinto di blu", nel 1958, venne premiato con il Grammy per la "Canzone dell'anno" e per il "Disco dell'anno"), ne fanno parte anche il 3 volte Premio Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (scenografie), il Premio Oscar Gabriella Pescucci (costumi, vinse la statuetta nel 1994 con il film "L'età dell'innocenza") e il Premio Oscar Luis Bacalov (musiche, vinse la statuetta nel 1996 con la colonna sonora di "Il postino" - per "Divo Nerone" ha composto "Da grande sarò immenso", un brano interpretato da un Nerone giovanissimo e non ancora corrotto da Roma). Jacopo Capanna, a proposito del cast, spiega: "Venendo dal cinema, ho voluto puntare sull'unione tra musical e cinema. Questa produzione viene vissuta con la grandiosità dei kolossal". Sul costo, Capanna non si sbilancia (si era parlato di ben 6 milioni di euro): "Non trovo giusto parlarne, dipende da tante variabili", dice, "è sicuramente una produzione molto importante che è costata parecchio, molto più del costo medio di un film".

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Per la messa in scena di "Divo Nerone" verrà costruita un'arena apposita, la "Domus Arena", composta da un palco lungo 36 metri e profondo 24 (disegnato da Dante Ferretti) e da una tribuna che conterrà 3.000 posti. L'arena verrà costruita sul tempo di Eliogabalo, rispettando ovviamente i criteri della sostenibilità ambientale, all'interno della Vigna Barberini sul Colle Palatino. I fasti dell'Impero Romano rivivranno attraverso scenari tridimensionali che riprodurranno fedelmente le sontuosità architettoniche dell'epoca. Il tutto con la partecipazione della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma e con il contributo dell'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR e il Ministero dei Beni Culturali: "Una parte del ricavato verrà utilizzato per i restauri della Domus Aurea, la villa di Nerone", spiega il produttore, "vogliamo ridare a Roma quello è che di Roma". In programma ci sono ben 49 spettacoli che vedranno il cast impegnato fino alla fine di luglio 2017 (il musical chiuderà con lo spettacolo del 31 luglio). I biglietti sono già prenotabili su TicketOne: si va dai 45 euro della terza gradinata (più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali) ai 180 euro della platea senatori. Per tutti gli acquirenti dei biglietti, in accordo con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma, sarà riservato un percorso di accesso alla Domus Arena che permetterà l'affaccio sulla visione notturna dei Fori dall'alto della terrazza.

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