Le liste di Rockol: 1991, l'ultimo anno d'oro del rock (1 / 17)

Le liste di Rockol: 1991, l'ultimo anno d'oro del rock

Erano tempi, quelli, dove una casa discografica poteve permettersi da far firmare contratti da un miliardo di dollari - come quello che la Sony propose a Michael Jackson e che lui, va da sé, accettò - tenendosi gli spiccioli (60 milioni di dollari) per togliersi qualche sfizio (la sorella del Re del Pop Janet e gli Aerosmith), ma la retorica degli altri tempi per la quale quando girano i soldi alla fine tutto funziona convince poco. Perché se il 1991 ci pare possa essere ricordato come l'ultimo anno d'oro del rock - nell'accezione più vasta del termine - è sopprattutto per ciò che successe appena sotto il pelo dell'acqua, e che avrebbe gettato le basi per quella che sarebbe diventata la musica dei vent'anni successivi.

Mentre in Italia il grande pubblico correva a svuotare gli scaffali dei negozi dove erano esposti il "Black Album" dei Metallica, "Achtung Baby" degli U2 e i due "Use Your Illusion" dei Guns N' Roses oltremanica, dalle parti di Bristol, stava prendendo forma un sound ipnotico che avrebbe travolto come uno tsunami il panorama elettronico mondiale, mentre a poca distanza un gruppo di ragazzini con un disco tutto sommato bruttino - "Leisure" - dava il via (inconsapevolmente) alla gloriosa stagione del brit pop.

Negli Stati Uniti, è vero, deflagrò il fenomeno grunge, ma ricordare il '91 come l'anno nel quale le chitarre tornarono in classifica sarebbe riduttivo: mentre Seattle metteva in musica il mal du siècle nell'edonista Los Angeles stava nascendo un nuovo linguaggio dove il rap e il rock non si guardavano più in cagnesco, ma - anzi - si fondevano per dare vita a uno stile che negli giro di un decennio sarebbe diventato standard, in ambito mainstream come in ambienti alternativi.

Nel 1991, insomma, uscirono dei grandi dischi, da qualsiasi parte li si voglia considerare: che sia stato merito di un allineamento astrale, o una fioritura tardiva di quando di buono maturato durante gli anni Ottanta, è difficile dirlo. Meglio, quindi, fare parlare la musica (e, per i meno giovani, i ricordi): ecco, in rigoroso ordine cronologico di pubblicazione, quelli che secondo noi sono i dischi che hanno reso il 1991 l'ultimo anno d'oro nella storia del rock. Lo sappiamo, è un elenco che avrebbe potuto essere lungo almeno il doppio, ma con gli elenchi succede sempre così. Soprattutto quando ci si trova al cospetto di annate praticamente impossibili da raccontare a chi non c'era. Buon ascolto...
(continua)

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