NEWS   |   Industria / 20/01/2017

Secondary ticketing, prima del convegno di Milano parla Claudio Trotta: 'La mia battaglia non solo per la musica, ma per la vita'

Secondary ticketing, prima del convegno di Milano parla Claudio Trotta: 'La mia battaglia non solo per la musica, ma per la vita'

E' contento, Claudio Trotta, dell'audizione presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati di ieri, giovedì 19 gennaio, che per la prima volta ha visto addetti ai lavori "spiegare" alla politica il fenomeno del secondary ticketing: "L'attenzione delle istituzioni è importante", ci racconta il promoter milanese, che il prossimo 26 gennaio sarà il padrone di casa al convegno “La Negazione Del  Secondary Ticketing dall’Artista al Consumatore con la Partecipazione del Pubblico dei Concerti", in programma al teatro Franco Parenti di Milano, "Come è importante che se ne parli. Poi se per certi versi è positivo che questo tema non sia più appannaggio dei soli addetti ai lavori, ma anche di media generalisti e soprattutto del pubblico, dall'altro lo è molto meno vedere come in tanti, ancora, non abbiamo capito cosa sia il secondary ticketing".

Perché, sostiene Trotta, "il mondo reale si è rovesciato, e se qualcosa non si trova su Internet non esiste. E lo stesso discorso viene fatto valere per i biglietti. Che, è bene ricordarlo, sono gestiti dagli organizzatori dei concerti, non dalle biglietterie, ed è precisa responsabilità degli organizzatori trovare le modalità di distribuzione più efficienti e trasparenti". Dall'altro lato della barricata c'è poi il pubblico: "Che deve ancora cambiare molto", osserva Trotta, "Non è che se i biglietti per un concerto finisco in fretta sono necessariamente preda degli speculatori del secondary market. I posti prato per uno stadio sono al massimo 10mila, e se ci sono 100mila appassionati in cerca di un posto è facile che il tutto esaurito arrivi quasi subito. C'è una sproporzione tra domanda e offerta".

Sproporzione che, va da sé, sta alla base dei fenomi speculativi: "La politica e la giustizia devono intervenire in maniera forte e decisa, cioè oscurando i siti che operano sul mercato secondario. Nessuno deve essere messo in condizione di fare un business di questo fenomeno, né un privato cittadino né un'azienda che insegua un dynamic pricing che poi è dinamico sempre in una sola direzione, cioè al rialzo. Attenzione, perché il problema è internazionale ed estremamente complesso: come stanno indagando le procure di Milano e Roma staranno indagando anche quelle di tutta Europa, perché i danni erariali provocati da queste società sono ancora tutti da stimare".

Il promoter di fiducia di Bruce Springsteen in Italia si è espresso favorevolmente nei confronti delle iniziative prese nelle ultime settimane dalle istituzioni: "Quando si vuole qualcosa la si fa, e bisogna riconoscere che questo governo qualcosa abbia fatto davvero. E' importante che si prosegua su questa strada, perché le norme che stanno per essere attuate sono all'avanguardia nel mondo, anche se possono essere migliorate".

Il danno "provocato all'intera filiera", spiega Trotta, non riguarda solo promoter e biglietterie primarie: "Se la musica dal vivo dovesse diventare prerogativa solo di ricchi e arricchiti la maggioranza degli artisti - anche bravissimi, ma non celebri come Springsteen, U2 o Coldplay - perderebbe il proprio lavoro. E il dramma non sarebbe solo industriale, ma umano: la musica, come il teatro, la pittura, il cinema e qualsiasi altra forma d'arte, ci fa vivere meglio, e noi dobbiamo difendere ciò che ci fa stare bene. Per questo sono convinto che quella contro il secondary ticketing debba essere una battaglia non solo degli addetti al comparto, ma di tutti, ed è proprio con questo spirito che ho organizzato il convegno 'La Negazione Del  Secondary Ticketing dall’Artista al Consumatore con la Partecipazione del Pubblico dei Concerti': per la prima volta riuniremo sotto un'unico tetto artisti, promoter, pubblico, media e addetti ai lavori, che - pur con le dovute differenze - si confronteranno su come risolvere questo problema. E' un'iniziativa importante, che potrebbe diventare itinerante, e che sicuramente si ripeterà negli anni: poi io, che sono un ottimista, spero che l'anno prossimo il secondary ticketing possa essere considerato storia passata, e che - finalmente - si possa pensare a temi più ampi...".