NEWS   |   Italia / 20/01/2017

De Gregori, la cover di '4 marzo 1943' è un omaggio commovente a Dalla e al tempo che è passato senza toccarla - ASCOLTA

De Gregori, la cover di '4 marzo 1943' è un omaggio commovente a Dalla e al tempo che è passato senza toccarla - ASCOLTA

Nei primi anni '90 Lucio Dalla, che con il sud aveva un rapporto molto particolare ed era affascinato dai paesaggi di regioni come la Puglia o la Sicilia, acquistò un rustico a Milo, un comune di appena mille anime in provincia di Catania, alle pendici dell'Etna. Il cantautore bolognese trasformò quel rustico in una bella villa da 400 metri quadrati (su un terreno di oltre 20 ettari) nella quale trascorreva le sue vacanze, guardando il grande vulcano e il mare e producendo addirittura un vino, battezzato lo "Stronzetto dell'Etna". Due anni dopo la morte di Dalla, nel 2014, la villa a Milo fu messa in vendita all'asta, ma nessuno si decise ad acquistare la proprietà. La villa a Milo fu sì venduta, ma solo in un secondo momento: l'attuale proprietaria è una neurochirurga di Catania, amica di Franco Battiato - che, come noto, ha casa proprio a Milo. Tutto questo per dire che quando lo scorso 27 agosto il tour estivo di Francesco De Gregori ha fatto tappa a Taormina, che dista da Milo appena 40 minuti di automobile, il Principe ha avvertito l'esigenza naturale di omaggiare l'amico e collega che tanto era affezionato alla Sicilia sulle note di uno dei suoi classici: "4 marzo 1943".

E così, quella notte di fine estate, di fronte al pubblico del Teatro Antico di Taormina, il cantautore romano ha reinterpretato quella che potremmo definire come la canzone-simbolo del repertorio di Lucio Dalla, che la scrisse insieme a Paola Pallottino (l'arrangiamento era del Maestro Ruggero Cini) e la presentò in gara al Festival di Sanremo nel 1971 (nella doppia esecuzione con l'Equipe 84). Non era la prima volta che De Gregori ci cimentava nella reinterpretazione di "4 marzo 1943", lo aveva fatto più volte in precedenza e l'aveva anche incisa: in "Banana Republic", l'album dal vivo dell'omonima tournée che vide Dalla e De Gregori esibirsi insieme in alcune città italiane, nell'estate del 1979, è contenuto un bel duetto tra i due sulle note della canzone (che riproposero anche nella scaletta della tournée congiunta del 2010, "Work in progress"). Ma in quel contesto, in quella cornice, l'omaggio a Lucio Dalla ha assunto un significato diverso, più profondo: commovente.

De Gregori ha proposto la versione censurata della canzone, quella che sostituiva al verso originale "E ancora adesso che bestemmio e bevo vino, per i ladri e le puttane mi chiamo Gesù bambino" il più politicamente corretto "è ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù bambino" (ricordiamoci che la canzone venne presentata a Sanremo, all'inizio degli anni '70, quando la censura era ancora forte). L'arrangiamento scelto dal cantautore è fedelissimo a quello originale, con la sezione dei violini qui affidata a Elena Cirillo, che fa parte della band di De Gregori da ormai diversi anni. Il concerto dello scorso 27 agosto è stato registrato e il prossimo 3 febbraio raggiungerà il mercato con il titolo di "Sotto il vulcano", sia in doppio cd che in vinile - la copertina, un vero e proprio dipinto che immortala De Gregori alle pendici dell'Etna, è davvero bella. E nel disco ci sarà ovviamente anche la registrazione della cover di "4 marzo 1943". De Gregori, però, non ne parla come di una celebrazione o di un omaggio, e dice:
 

"L'estate scorsa, mentre ero in Sicilia, sono capitato vicino a casa di Dalla, ai piedi dell'Etna, e mi è venuta in mente '4 marzo 1943'. Il giorno dopo dovevamo suonare a Taormina, così l'abbiamo messa nella scaletta e la sera l'abbiamo spinta in alto. Non ho pensato a una celebrazione di rito, a un omaggio pubblico o a niente del genere. Solo a questa grande canzone, a come la cantava Lucio e al tempo che è passato senza toccarla".


"4 marzo 1943" non solo è stata inserita all'interno del disco dal vivo, ma è stata anche scelta come singolo apripista del nuovo progetto discografico del cantautore. La si può ascoltare da oggi, venerdì 20 gennaio, e la trovate proprio qui sotto.





De Gregori e Dalla, che sono stati uniti da un lungo rapporto di amicizia, hanno condiviso alcune delle pagine più felici delle rispettive carriere: non hanno solo girato l'Italia con due tournée congiunte, "Banana Republic" del 1979 e "Work in progress" del 2010, ma hanno scritto e registrato insieme anche una manciata di canzoni. I due si conobbero per la prima volta negli anni '70 e De Gregori ricorda quell'incontro, nel libro "Mi puoi leggere fino a tardi" di Enrico Deregibus (2015), con queste parole:
 

"Ci fu uno strano incontro, da studio a studio, uno davanti all'altro. Non so perché ma da come entrava e usciva mi resi conto che era un vecchio amico, anche se non l'avevo mai visto prima. Ci acchiappammo subito. Era straordinario, divertente, intelligente. Diverso dagli altri ma capace di mettersi in comunicazione con chiunque. Sapeva stare al gioco. Aveva un'istrionica potenza da cui eravamo tutti irresistibilmente attratti".


Nel 1975 i due scrissero insieme "Pablo" (Dalla compose la musica insieme al cantautore romano), una delle canzoni contenute all'interno dell'album "Rimmel" di De Gregori. La collaborazione si rinnovò nel 1976 e ne venne fuori uno dei gioielli del successivo album in studio del Principe, "Bufalo Bill", "Giovane esploratore Tobia". De Gregori si sdebitò registrando insieme a Dalla una canzone scritta da Ron, "Cosa sarà", che il cantautore bolognese aveva deciso di inserire all'interno dell'album "Lucio Dalla" del 1979. Le collaborazioni tra De Gregori e Dalla non furono ben viste da un altro cantautore con il quale il Principe collaborò nei suoi primi anni di carriera - quando ancora non lo chiamavano "Principe": Antonello Venditti, insieme al quale De Gregori registrò e pubblicò nel 1972 l'album "Theorius Campus". In un'"intervista rubata" del 2011, Venditti si lasciò sfuggire a Libero commenti non proprio dolci sull'intesa De Gregori-Dalla: "De Gregori è un caso patologico. Perché uno che dà retta a Dalla è un coglione. Eravamo un duo, lo sapete", disse.

Lucio Dalla diceva che "Santa Lucia" di De Gregori era la sua canzone preferita. Oggi, quando De Gregori la canta durante i suoi concerti, non dimentica mai di omaggiare il compianto collega fischiettando il tema di una sua canzone, "Come è profondo il mare", nella coda finale di "Santa Lucia": "Con Dalla abbiamo lasciato insieme delle tracce", ha detto nella conversazione con il giornalista Antonio Gnoli poi divenuta il libro "Passo d'uomo", uscito lo scorso anno.

Scheda artista Tour&Concerti
Testi
De Gregori in tour
Scopri qui tutti le date!