Artisti Vari - la recensione di "LA LA LAND"

Artisti Vari - la recensione di "LA LA LAND"

Il musical con Emma Stone e Ryan Gosling questa notte ha vinto "solo" sei Oscar, su ben 14 nomination. Tra questi,  “La la land” si è portato a casa quelli per la miglior canzone e la miglior colonna sonora.

Il film evoca il romanticismo colorato, la fantasia prodigiosa, l’incanto dei vecchi film musicali hollywoodiani. La colonna sonora gioca su ritmiche jazz, arrangiamenti orchestrali, melodie ammiccanti, spettacolari cambi di atmosfera. Manca giusto qualche canzone in più: sono cinque su tre quarti d’ora di musica, poche per un musical.

La cameriera e aspirante attrice Mia (Emma Stone) è in estasi quando spiega che la caffetteria nella quale lavora all’interno degli studi Warner è di fronte alla finestra dalla quale Ingrid Bergman e Humphrey Bogart s’affacciavano in “Casablanca”. Il jazzista Sebastian (Ryan Gosling) custodisce uno sgabello su cui s’è seduto un tempo il compositore Hoagy Carmichael. Benvenuti a La La Land. L’intero musical di Damien Chazelle (“Whiplash”) vive di questo tipo di venerazione nei confronti di un passato favoloso e irripetibile. La stessa cosa può essere detta della colonna sonora composta da Justin Hurwitz con testi di Benj Pasek e Justin Paul, per la produzione di Marius De Vries. Evoca le musiche di Michel Legrand e l’età dell’oro dei film musicali hollywoodiani, ne mima il romanticismo colorato, ne evoca la fantasia prodigiosa. Di quell’epoca restano l’incanto, la magia, l’evasione romantica che “La la land” mira a ricreare in chiave contemporanea. Mia sospirerà pure pensando alle leggende dei film in bianco e nero, ma guida un Prius e alza il dito medio quando suonano il clacson per metterle fretta.

 

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