Sinatra, Armstrong, Greco: le 'session' per Radio Rai diventano dischi

Sinatra, Armstrong, Greco: le 'session' per Radio Rai diventano dischi
Anche Radio Rai, sull’esempio storico della BBC, apre finalmente i suoi preziosi forzieri musicali al mercato discografico: lo fa inaugurando in collaborazione con l’etichetta romana Twilight Music un marchio, Via Asiago 10, che rimanda al luogo in cui l’imponente archivio dell’Audioteca Rai (dal 1924 ad oggi) è custodito e che si propone di pubblicare d’ora in poi, in forma di Cd audio, reperti di particolare interesse storico, musicale e collezionistico.
I primi tre compact della collana Twilight, più o meno cronologicamente contemporanei, sono stati presentati oggi, giovedì 11 novembre, nel corso di una conferenza stampa romana (escono nei negozi il 19 novembre). E si tratta di materiale di grande interesse artistico oltre che documentaristico: un concerto di Louis Armstrong registrato presso la sede Rai di Firenze nel 1952, tre diverse performance che Juliette Greco tenne tra il ‘52 e il ‘53 nella Sala A della stessa via Asiago a Roma e una esibizione di Frank Sinatra accompagnato dall’Orchestra Eclipse di Armando Trovajoli (e con un Domenico Modugno esordiente in veste di ospite: ancora la Sala A di via Asiago, ancora il 1953), già attesissima dai fan di The Voice.
Il prezzo al pubblico di ogni Cd è di 15,90 euro, le fonti sonore delle registrazioni vintage sono i “padelloni” in vinile destinati in origine alla sola riproduzione radiofonica: lavati, restaurati e digitalizzati per l’occasione con il contributo della Discoteca di Stato e di èquipe tecniche specializzate. “Il materiale è tantissimo, nel selezionare le prime uscite abbiamo voluto privilegiare artisti popolari ma anche la disponibilità di contenuti di particolare interesse” spiega a Rockol Dario Salvatori, che della collana discografica è responsabile artistico per conto di Radioscrigno, la divisione/sito Internet nata quattro anni fa per valorizzare i materiali conservati nell’Audioteca Rai attraverso dischi, libri, programmi Tv, iniziative on-line e quant’altro. “E ci sono anche delle curiosità: nei fogli di produzione del programma Radio Club che ospitò il concerto di Sinatra, a Modugno (che esegue in suo onore un brano intitolato “Ninna nanna”) viene affibbiato il nome di Salvatore: nessuno sapeva ancora chi fosse…”.
Il serbatoio è sterminato: si parla di oltre mezzo milione di programmi Rai in cui andare a mettere il naso… “Ci basiamo su documenti, testimonianze e ricordi personali, ma la ricerca è lunga e laboriosa perché spesso non si trovano indicazioni a cui fare riferimento”, spiega Salvatori. “Per scoprire cosa c’è dentro ai padelloni non c’è altra soluzione che quella di ascoltarseli uno per uno”.
Non c’è solo musica “leggera”, nei programmi di emissione (gli archivi Rai abbondano naturalmente di registrazioni di musica classica, commedie, radiodrammi e varietà). Ma intanto la prossima doppia uscita, programmata per inizio del 2005, prosegue sul filone anni ’50: con un volume (forse il primo di una serie) dedicato a “Nati per la musica”, celebre show d’epoca che ospitava le orchestre di Gorni Kramer e Lelio Luttazzi, gli inventivi arrangiamenti di Ennio Morricone e gli interventi vocali di artisti come Natalino Otto o il Quartetto Cetra; e la riproduzione integrale del Sanremo 1955, in uscita in concomitanza con il cinquantenario e il Festival 2005. Questione di licenze e di permessi? “E’ uno dei motivi, ma non l’unico”, risponde Salvatori. “Andremo anche più indietro nel tempo, ma stiamo andando a caccia pure di cose più recenti. Si tratta di coinvolgere gli artisti di volta in volta interessati. Ci sono le registrazioni anni ’60 e ’70 di Johnny Dorelli a Gran Varietà, per esempio. Abbiamo cominciato a parlarne”. E qual è la pepita più ricercata da Salvatori, in questa specie di Klondyke musicale? “Le registrazioni radiofoniche di Lucio Battisti, che per il momento non abbiamo ancora ritrovato. Ricordo un Supersonic del ’70 dove rimase in studio mezz’ora a schitarrare e a urlare come un pazzo. Un altro mio sogno è scovare un concerto di Sergio Mendes & Brasil ‘66 a cui assistetti personalmente nel 1967, un vero gioiello. Sono sicuro che li scoveremo”.
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