Celentano a due facce, tra rock e malinconia (e in attesa di tornare in Tv)

Celentano a due facce, tra rock e malinconia (e in attesa di tornare in Tv)
Un po’ per la rapidità con cui le notizie si propagano in rete senza controllo, un po’ per la mania degli uffici stampa di diffondere informazioni a spizzichi e bocconi, del nuovo disco di Adriano Celentano, “C’è sempre un motivo”, si sapevano già parecchie cose prima della conferenza stampa che Claudia Mori, lo staff del Clan e la Sony BMG (che lo distribuisce) hanno organizzato oggi, 10 novembre, a Milano. I lettori di Rockol, dunque, sapranno già della nuova versione de “Il ragazzo della via Gluck” dipinta di creolo dalla magnifica voce di Cesaria Evora (“Quel casinha” è il titolo del testo tradotto nella lingua di Capo Verde), del tango “Lunfardia” in dialetto argentino scritto da Fabrizio De André con Roberto Ferri e donato personalmente al Molleggiato da Dori Ghezzi; persino della copertina con Adriano appoggiato a un muro, sorridente, coperto da occhiali scuri e cappellaccio. Il meeting “live” (il Divo è come sempre assente) è l’occasione per ascoltare qualche assaggio (tra cui il pezzo che intitola il disco, in radio da dopodomani, e “Ancora vivo”, scelta come secondo singolo) e vedere qualche clip (con i contributi di Tanino Liberatore, mitico cofondatore di “Frigidaire” e il video di “Lunfardia” girato nelle ex acciaierie Falck di Sesto S. Giovanni). Nessuna sorpresa, e un senso di immanente immutabilità. Suoni robusti e melodia, come sempre, con la mano riconoscibile di Mogol e Gianni Bella, autori di sei brani: “Il cuore, e non solo, degli ultimi tre album”, è pronta a riconoscere la Mori. “Questo”, aggiunge, “è un disco inquieto, a due facce. Gianni tira fuori l’anima black di Adriano, ma lui non dimentica mai le sue origini rock. Come sempre, abbiamo voluto fare le cose per bene, prendendo la miglior sezione d’archi al mondo (quella degli Abbey Road Studios), i migliori musicisti (c’è la chitarra di Michael Landau e il bandoneon di Richard Galliano), i migliori arrangiatori (Celso Valli e Michele Canova”)”. E la famosa collaborazione con Manu Chao, chiede qualcuno? “Il pezzo c’è, è stato inciso ma deve essere mixato in presenza di entrambi gli artisti. Manu è in tour, è un viaggiatore ed è difficile fermarlo. Se la canzone non è nel disco è solo per una mancata coincidenza di tempi. Uscirà quanto prima”.
Altissime, come di regola, le aspettative di vendita: anche on-line, dove entro sette/dieci giorni dovrebbe essere uffficializzato l’accordo con una piattaforma di distribuzione digitale. “Siamo a 350 mila prenotazioni, la cifra più alta dell’anno in Italia” spiega in conferenza stampa il presidente di Sony BMG Franco Cabrini (ma la cartella stampa dice 400 mila: perché non si mettono d’accordo?), ribadendo che il disco esce in molteplici supporti (Cd audio tradizionale, Super Audio Cd multicanale, Cd+Dvd, musicassetta, LP picture disc, cofanetto in edizione limitata con Cd, Dvd, libro fotografico e t-shirt) con un grosso impegno anche sul mercato internazionale: 20 paesi, tra cui Russia (dove Celentano è un idolo), Polonia, America Latina, Francia (la rivista Les Unrockuptibles l’anno scorso lo ha eletto re dei rocker d’Europa), Germania. “Lì”, aggiunge Cabrini, “sarebbero disposti a tutto pur di averlo in televisione”. Come la Rai in Italia, o quasi: “Adriano”, dice la Mori, “un’idea in testa ce l’ha, ed è una cosa mai vista prima. Ma c’è qualche dettaglio da chiarire: non si tratta di problemi economici, ma di garanzie sulla autonomia con cui mio marito è abituato a lavorare”. Lui e il suo Clan non restano con le mani in mano, comunque: in cantiere ci sono il lancio del nuovo sito (navigabile anche da utenti disabili), un Dvd (forse uscirà in primavera), un progetto di rilancio del film “Yuppi du” (invitato alla prossima Mostra cinematografica di Venezia), due fiction TV (una sul caso Mattei) e un progetto cinematografico in fieri (“scritto da Vincenzo Cerami e con le musiche di Paolo Conte”, racconta la Mori ai microfoni). Persino, chissà, qualche concerto. “Adriano ne avrebbe voglia. Ma sapete com’è, con lui si ragiona su tempi lunghi”.
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