Quella volta che l'alano di Ozzy Osbourne si è fatto di coca

Quella volta che l'alano di Ozzy Osbourne si è fatto di coca

Ozzy sa dove nascondere la coca. Ha appena comprato una eight-ball, cioè tre grammi e mezzo di polvere. Ritorna al suo bungalow di lusso nella villa di Howard Hughes e si avvicina alla libreria. Figurati se Sharon si mette a leggere un libro, pensa. Nasconde la coca dietro a un romanzo nel terzo scaffale a partire dall’alto, sesto libro da sinistra.
Dopo qualche ora decide di consumarne un po’. Si accerta che Sharon dorma, poi va verso la libreria. Terzo scaffale a partire dall’alto, sesto libro da sinistra. Non c’è. Non è possibile. La coca non c’è.
Terzo scaffale a partire dall’alto, sesto libro da sinistra. Niente da fare. Ozzy esce, va a bussare alla porta di Tony Iommi: “Ehi, amico, hai per caso preso tu...”. Si apre la finestra del bungalow di Ozzy. È Sharon che urla come un’ossessa: “Cercavi forse questa, drogato di merda?”. Sharon rovescia la coca su un foglio e prima che Ozzy possa abbozzare una qualsiasi reazione, la soffia via tutta.
Ecco che l’alano di Sharon esce di corsa dalla sua cuccia, si avvicina a Ozzy e comincia a leccare quella polvere bianca che è caduta a terra. La coda dell’alano diventa rigida come un bastone da passeggio, un istante dopo si fa una cagata pazzesca, poi quel povero cane comincia a correre come un matto per tutta la villa, devastando aiuole, vasi di fiori, vetrate e ammaccando auto. Va avanti così per tre giorni e tre notti, con la lingua fuori e la coda dritta. Quando finirà finalmente l’effetto della coca, l’alano avrà perso due chili.

Questo aneddoto è estratto dal libro "Rock bazar - volume secondo" di Massimo Cotto, edito da Vololibero Edizioni (344 pagine, 15,30 euro)

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