George Michael è morto: trentacinque anni di carriera, dagli Wham! a 'Symphonica'

George Michael è morto: trentacinque anni di carriera, dagli Wham! a 'Symphonica'

Il già frontman dei Wham! George Michael è morto all'età di 53 anni: a renderlo noto, riferisce la BBC, è il portavoce dell'artista. Il decesso dell'artista sarebbe avvenuto in modo sereno, nella sua abitazione a Goring, nell'Oxfordshire, dove gli sarebbero state prestate le ultime, purtroppo inutili cure dai paramedici di un'ambulanza chiamata nel primo pomeriggio del 25 dicembre. Al momento si ignorano le cause della morte: la polizia ha definito il decesso "non sospetto".

Nato Georgios Kyriacos Panayiotou, Michael conobbe il successo per la prima volta nel 1981, insieme a Andrew Ridgeley, con li Wham!: fu il secondo album del duo, "Make It Big", a spedirlo nell'empireo del pop mondiale, grazie a brani come "Wake Me Up Before You Go-Go", "Freedom", "Everything She Wants", e "Careless Whisper". Tra i primi artisti occidentali di alto profilo ad esibirsi in Cina, gli Wham chiusero la propria avventura nel 1986 con il singolo di addio "The Edge of Heaven" e un trionfale concerto a Wembley. La carriera di George Michael era appena cominciata.

Dopo il duetto del 1987 con Aretha Franklin su "I Knew You Were Waiting", a consacrarlo come solista sarà l'album "Faith", scritto e suonato per la gran parte dallo stesso artista: il singolo apripista "I Want Your Sex" verrà messo al bando da diversi network radiofonici per i suoi contenuti espliciti, riposizionando il cantante come artista sempre pop ma più adulto. Sarà però "Faith" a diventare il suo brano simbolo, che gli farà conquistare la vetta delle classifiche di vendita statunitensi per ben quattro settimane consecutive.

Seguirà, nel 1990, il più serioso "Listen Without Prejudice Vol. 1", che piacerà alla critica pur senza farsi mancare il successo di pubblico: il secondo volume verrà cancellato per dissidi con la casa discografica dell'epoca, la Sony, e Michael, per far comunque arrivare le canzoni registrate al suo pubblico, donerà tre brani per il progetto benefico "Red Hot + Dance".

Nel '92 si esibisce al Freddie Mercury Tribute Concert, a Wembley, insieme al gotha del rock e del pop mondiale: sempre in memoria del frontman dei Queen Michael contribuirà all'assemblaggio dell'EP benefico "Five Live". Gli anni Novanta e Duemila, tuttavia, vedranno la sua presenza pubblica diradarsi progressivamente: il terzo album da studio, "Older", uscirà solo nel 1996. Occorrerà aspettare altri tre anni per "Songs from the Last Century", al quale seguiranno "Patience" nel 2004 e "Symphonica" dieci anni dopo.

Ormai tra i personaggi più in vista sul panorama internazionale, Michael farà parlare di sé anche per la sua vita privata: dopo l'arresto per atti osceni in un parco di Beverly Hills, nel 1998, l'artista troverà una certa stabilità nella propria vita sentimentale grazie alla relazione con Kenny Goss, ma a rappresentare la sua vera spina nel fianco saranno le dipendenze da sostanze stupefacenti. Dal 2006 in poi Michael verrà ripetutamente arrestato o fermato per possesso e consumo di droga, puntualmente dichiarandosi pentito e altrettanto puntualmente ricascandoci. Nell'estate del 2015 indiscrezioni di stampa riferirono di un suo ricovero in una clinica svizzera specializzata in disintossicazione: benché nulla ufficialmente fosse stato ammesso - anzi, lo stesso artista bollà le indiscrezioni come "spazzatura", il britannico Sun, l'ottobre successivo, parlò in un Michael rinato e pronto a "tornare al lavoro nel 2016 per il trentennale da solista". Ipotesi che, purtroppo, si rivelerà quanto mai sbagliata, e che per un curioso scherzo del destino sarà smentita nel peggiore dei modi proprio il giorno di Natale, quel giorno che Michael aveva cantato in "Last Christmas"...

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