Di X Factor, One Direction, Simon Cowell e altre facezie

Di X Factor, One Direction, Simon Cowell e altre facezie

La scorsa settimana abbiamo ricostruito l’X Factor story per quantificare, dopo nove edizioni di questo talent televisivo che domani sera chiuderà i battenti decretando il decimo vincitore della sua storia, quante delle aspiranti star della canzone transitate sul palco e davanti alle telecamere hanno sfruttato il proscenio televisivo per affermarsi. X Factor in Italia ha debuttato nel marzo 2008 mutuando il format di indubbio successo architettato in Gran Bretagna da Simon Cowell (nella foto sotto) che debuttò nel 2004. Replicando quanto fatto per l’edizione di casa nostra abbiamo spulciato nelle varie stagioni dell’edizione britannica per vedere quali e quanti sono gli artisti, in casa loro, che hanno sfruttato la popolarità del programma televisivo per avere successo. Il mercato di lingua inglese è, inutile sottolinearlo, molto più ampio e non paragonabile al nostro. Quindi quanto riportato non è da intendersi come, appunto, un paragone tra quel che è accaduto in Italia e quello che è accaduto in Gran Bretagna. E’ pura cronaca, condita da quel pizzico di curiosità che non deve mai mancare.

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La prima puntata di questo format televisivo, che ha influenzato in parte le scelte della discografia dell’ultimo decennio, ha luogo il 4 settembre 2008. Quel primo concorso si chiuse due mesi più tardi, l’11 dicembre, e vide prevalere l’allora 36enne Steve Brookstein. Da allora, questo interprete venato di soul ha fatto perdere le proprie tracce. Perlomeno prendendo in considerazione – come si vuole fare – il mercato musicale con la emme maiuscola, quello che muove i grandi numeri.



La prima musicista che ha sfruttato al meglio la sua partecipazione al talent ideato da Simon Cowell per affermarsi nel musicbiz è la londinese Leona Lewis, che vinse la terza edizione nel 2006. Da allora Leona ha pubblicato cinque album vendendo oltre dieci milioni di copie e quantificando in decine di milioni le visualizzazioni su YouTube dei video dei suoi singoli.



Per trovare interpreti degni di menzione si deve arrivare al 2008 quando i JLS si classificarono in seconda posizione. La boyband ebbe un buon riscontro ma dopo tre album, nel 2013, si sciolse. La sesta edizione, quella del 2009, ha invece avuto il merito di rivelare il cantautore Olly Murs. Olly riuscì a conquistare il secondo posto finale. Da allora ha pubblicato cinque album e si è guadagnato il rispetto internazionale pur non figurando tra le stelle di prima grandezza.



Un’ottima covata, la migliore, è stata quella del 2010. A trionfare in quella settima edizione di X Factor UK fu Matt Cardle che prevalse nei confronti di Rebecca Ferguson, interprete dalla più che rispettabile carriera, e degli One Direction. Di questi ultimi è superfluo scrivere. Va segnalato che è stato proprio X Factor a ‘inventarli’ come band. I cinque ragazzi infatti si presentarono alle audizioni in qualità di solisti. Fu una felicissima intuizione del patron/giudice Simon Cowell e del giudice Nicole Scherzinger a modificare il loro futuro e quello del pop degli anni dieci.



Il ‘miracolo’ One Direction venne (quasi) replicato l’anno seguente. Infatti a rivelarsi, vincendo, nel 2011 furono le Little Mix. Quattro ragazze a tutto pop che , senza dubbio, a tutt’oggi, sono le eredi più credibili delle Spice Girls. La storia della loro formazione ricalca pari pari quella degli One Direction. Le ragazze si presentarono alle audizioni per partecipare a X Factor in qualità di soliste, fu poi la produzione a unire i loro destini.



Un altro – l’ultimo sino a oggi - interprete che sì è ritagliato uno spazio più che dignitoso nell’universo della canzone è James Arthur che si impose nel 2012. Nelle ultime tre edizioni, dei molti che hanno partecipato al programma, nessuno ha rivelato al mondo il suo talento. Ma il futuro, come noto, è un foglio bianco tutto da scrivere.



Questa è la storia, molto per sommi capi, dell’edizione inglese, quella originale, di X Factor dal 2004 sino ai giorni nostri. Quella che ha avuto l’onore e l’onere di portare a conoscenza del pubblico televisivo alcuni meccanismi – anche questi molto per sommi capi – di come può nascere un cantante di successo. Lasciamo a voi, se avete voglia e tempo, l’esercizio di confrontare la storia dell’edizione italiana con questa appena riportata. La storia di un format che ha scritto la recente cronaca del mezzo televisivo. E, per certi versi, di quello musicale.

(Paolo Panzeri)

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