Secondary ticketing, il Congresso degli Stati Uniti approva una legge anti-bot

Secondary ticketing, il Congresso degli Stati Uniti approva una legge anti-bot

Sembra aver fatto scuola il provvedimento firmato dal governatore dello stato di New York Andrew Cuomo che ha reso reato penale l'utilizzo di software ad hoc per acquistare biglietti per eventi o concerti in massa sul mercato primario per poi rivenderli su quello secondario: secondo quanto riferito dall'agenzia Associated Press mercoledì 7 dicembre la Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha dato il via libera a una legge - già approvata dal Senato - che, definendo l'utilizzo dei bot come pratica "ingannevole e scorretta", potrebbe rappresentare un durissimo colpo per gli speculatori operanti sul mercato secondario. Il provvedimento, che diventerà operativo una volta firmato dal presidente uscente Barack Obama, renderà reato federale l'incetta automatica e informatizzata di tagliandi, individuata come prima fonte di approvvigionamento di chi operi come freelance nel secondary ticketing.

La lotta ai bot pare essere in minimo comune denominatore della lotta internazionale al bagarinaggio online: provvedimenti simili a quello preso dal governo americano sono allo studio anche in Canada - più precisamente in Ontario - e nel Regno Unito, dove nel prossimo Digital Economy Bill potrebbe essere inserito un emendamento - tra l'altro "benedetto" persino da StubHub, piattaforma secondary di proprietà di eBay - atto a rendere illegali l'utilizzo di software acchiappa biglietti sul mercato primario. Anche l'accoglimento dell'esposto presentato da SIAE da parte del Tribunale Civile di Roma dello scorso primo dicembre si è espresso esplicitamente contro "i programmi informatici in grado di aggirare il limite massimo di biglietti vendibili a ciascun consumatore finale", rappresentando un precedente giuridico importante non solo sul panorama italiano ma su quello internazionale.

Come già osservato su Rockol, tuttavia, la messa al bando dei ticket bot da sola potrebbe non bastare: da un lato, infatti, al momento - sia in Italia che all'estero - pare non esistano le contromisure informatiche in grado di "marchiare" e rendere riconoscibile - sanzionando di conseguenza l'acquirente/intermediario - un tagliando acquistato con software illegali sul mercato primario. In Italia, per esempio, nemmeno la SIAE, l'ente che più di ogni altro traccia nel dettaglio la storia commerciale dei biglietti, è dotata di un registro che riferisca della modalità informatica di acquisto dei titoli di ingresso.

Allargando il quadro agli speculatori seriali ma freelance, quindi non direttamente legati al mondo del live promoting, Complete Music Update osserva quanto già evidenziato da Matteo Viviani nell'ultimo servizio dedicato dalle Iene al secondary ticketing: negli USA come in Italia i singoli bagarini online starebbero già sostituendo i bot con veri e propri team di persone fisiche alle proprie dipendenze (da retribuire con una percentuale sugli incassi, o con il semplice biglietto per lo show) pronti a scatenarsi al personal computer alle aperture delle prevendite ufficiali sul mercato primario. Ottenendo così - seppure in modo più laborioso e dispendioso - lo stesso risultato conseguito coi "vecchi" (e ora fuorilegge) ticket bot.

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