Secondary ticketing, il ricorso della SIAE e il tribunale di Roma: ecco perché i biglietti 'gonfiati' dei Coldplay a Milano resteranno in vendita (e difficilmente qualcuno verrà multato) (1 / 2)

Secondary ticketing, il ricorso della SIAE e il tribunale di Roma: ecco perché i biglietti 'gonfiati' dei Coldplay a Milano resteranno in vendita (e difficilmente qualcuno verrà multato)

Benché l'accoglimento parziale del ricorso d'urgenza al Tribunale di Roma da parte dei SIAE dopo lo scandalo biglietti per le due date italiane dei Coldplay rappresenti effettivamente un precedente importante, dal punto di vista legale, nella battaglia al secondary ticketing in Italia, i biglietti presenti sulle piattaforme di mercato secondario per il bis di date meneghine di Chris Martin e soci resteranno in vendita senza alcun problema, contrariamente a quanto fatto trapelare dai primi annunci in merito al provvedimento della corte. E, cosa più importante, difficilmente una società operante sul secondary market verrà multata per aver permesso una transazione di uno o più tagliandi a prezzi gonfiati.

La ragione la si scopre nell'ultima pagina del testo integrale dell'accoglimento presentato ieri, giovedì primo dicembre. Nelle motivazioni della pronuncia il giudice Fausto Basile, infatti, spiega:

Il Tribunale di Roma (...) inibisce a Live Nation 2 S.r.l., Seatwave Ltd, Ticketbis Sociedad Limitada, Viagogo AG l’ulteriore vendita, diretta o indiretta, sul mercato secondario dei biglietti dei concerti dei Coldplay del 3 e 4 luglio 2017 allo stadio di San Siro a Milano, acquistati sul mercato primario offline direttamente dalla Live Nation 2 o tramite i suoi distributori ufficiali, TicketOne e Best Union, nonché di quelli precedentemente acquistati sul mercato primario online da Seatwave, Ticketbis e Viagogo tramite programmi informatici in grado di aggirare il limite massimo di biglietti vendibili a ciascun consumatore finale.

Perché venga applicata la penale (fissata a 2000 euro per transazione) in violazione all'ordine di inibizione sarà necessario dimostrare che un biglietto acquistato sul mercato secondario provenga o da un rapporto diretto tra Live Nation, Ticketone o Vivaticket (marchio dell’operatore Best Union) e l'operatore secondario o da una transazione effettuata per mezzo di "programmi informatici in grado di aggirare il limite massimo di biglietti vendibili a ciascun consumatore finale", meglio conosciuti come bot. (continua)

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