NEWS   |   Italia / 29/10/2004

Il Parto delle Nuvole Pesanti: 'Musica d'autore, ma con ironia'

Il Parto delle Nuvole Pesanti: 'Musica d'autore, ma con ironia'
Si chiama “Il Parto” il settimo lavoro che riporta sotto i riflettori Il Parto delle Nuvole Pesanti. Un disco che nasce nei primi mesi del 2004 e che esce, proprio in questi giorni, supportato da numerosi coinvolgenti show case in giro per la penisola. “Le molteplici collaborazioni che caratterizzano questo disco le cominciamo ad apprezzare dalla copertina", ci racconta Peppe Voltarelli, voce, fisarmonica nonché fondatore del gruppo, "visto che ci sono volute tre persone per realizzarla. Uno scultore, Enzo Guaricci, un grafico francese, Michel Collet e un fotografo conosciuto in Iraq, Michele Stallo”. “E’ un disco carico di energia", continua Peppe: "questi venti brani ci hanno riportato al terzetto di base (composto da Salvatore De Siena, Peppe Voltarelli e Amerigo Siriani), ma abbiamo voluto accanto a noi tutti quei musicisti che sono in questi anni diventati nostri grandi amici come Davide Van De Sfross, Marco Messina dei 99 Posse, Roy Paci, Claudio Lolli, Paolo Jannacci, Amy Denio, Sergio Tacchi, Claudia Crabuzza, Les Anarchistes, Antonello Ricci, Ettore Castagna, Franco Crisaldi e Pasquale Morgante”.
Sedici, infatti, sono i brani inediti contenuti nell'album della band di origini calabresi, oltre ai due strumentali e alle due cover scelte dal gruppo. “Abbiamo scelto Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè", spiega Voltarelli, "perché sono i grandi maestri del cantautorato italiano, ma il nostro percorso passa anche per Modugno, Fossati ed Endrigo. Oltre alle cover possiamo dire che abbiamo applicato i loro insegnamenti musicali nei nostri brani nuovi”.
Non dimenticano le proprie radici, le Nuvole Pesanti, nonostante i venti anni passati a Bologna, e ricordano che il primo ad usare l’ironia nei testi è stato proprio Rino Gaetano, loro conterraneo. “La Calabria è un luogo che raccoglie tutto il nostro passato e la nostra cultura, in senso arcaico e folcloristico. Il nostro attaccamento alla musica", spiega ancora Peppe, "è viscerale e passionale, tipico da persone del sud”.
E’ pronto da tempo anche un videoclip della prima traccia del disco, “Onda calabra”. Si tratta degli ultimi quattro minuti del film “Doichlanda”, curato da Giuseppe Gagliardi, vincitore del premio della giuria del Festival di Torino dello scorso anno. “E’ un lungometraggio d’autore ma molto ironico. E' un viaggio all’interno dell’immigrazione calabrese in Germania, parla di musica e di cibo. Ci siamo divertiti tantissimo a girarlo nelle pizzerie e per le strade: peccato che il clip non passi in Tv...”.
Una sola canzone ci sorprende, quella dedicata allo sfortunato pilota canadese di Formula 1 Gilles Villeneuve. “Un amore, un omaggio di Sergio Sacchi (autore del brano) ad un personaggio trasgressivo, che metteva anima e cuore quando saliva in macchina", continua Voltarelli: "Un uomo che non faceva mai troppi calcoli, come succede invece oggi”.
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