'I box set e i vinili? C'entra più l'arte che la discografia': l'intervista a Massimo Battaglia (Universal)

'I box set e i vinili? C'entra più l'arte che la discografia': l'intervista a Massimo Battaglia (Universal)

Chi l'avrebbe detto, solo qualche anno fa, quando il CD pareva ormai un reperto da modernariato e la musica pareva destinata a essere inevitabilmente "liquida", che nell'anno di grazia 2016 uno dei problemi più grossi dei discografici sarebbe diventato trovare fabbriche per la stampa dei vinili? "Fino a non molto tempo fa le linee per la produzione degli LP venivano regalate solo dietro la promessa di smaltimento", spiega Massimo Battaglia, commercial director di Universal Music Italia, "Oggi la sfida è trovare uno stampatore che sia all'altezza. Nella Repubblica Ceca ce ne sono di bravi, ma i migliori rimangono quelli della Optimal di Berlino, oggi di proprietà del già fondatore della Edel Michael Haentjes".

La tendenza, ormai, è chiara: i prodotti fisici di alto profilo - vinili, cofanetti ed edizioni deluxe - sono una delle punte di diamante della discografia moderna, capace di intercettare tanto gli appassionati della prima ora - i non nativi digitali, di fatto nati con il giradischi - quanto le nuove generazioni, in grado di far convivere senza problemi Spotify e Apple Music col vecchio 33 giri. "E la cosa sorprendente è che un buon 50% degli acquirenti di pubblicazioni simili sono donne, che le comprano per fare regali", osserva Battaglia, "E molti giovani, che magari accendono il bluetooth appena entrati in casa per fare partire dallo smartphone la loro playlist preferita. Ma che, in ogni caso, il vinile lo considerano cool".

E' il ritorno del formato fisico, in pratica. O, meglio: la dimostrazione che il pubblico è tutto meno che manipolabile e inavvertito, e che la qualità e l'impegno vengono sempre premiati. "Si prenda, per esempio, la raccolta di tutti gli album di Bob Marley in vinile", spiega Battaglia, mostrando il cofanetto monstre (a forma di Zippo) "The Complete Island Recordings": "E' il prodotto più costoso che ci sia capitato di immettere sul mercato [nella versione con il case in metallo, 448 sterline, ndr]. Eppure è andato a ruba. E di esempi se ne potrebbero fare molti altri, dai Rammstein ai Creedence Clearwater Revival". Non bisogna sorprendersi di trovare su eBay opere ancora in commercio a prezzi addirittura superiori a quelli ufficiali di vendita: "Prodotti del genere sono come opere d'arte: spesso sono a tiratura limitata e per gli appassionati hanno una valenza particolare".

E qui si capisce perché, trattando questa materia, l'improvvisazione è la prima cosa da evitare. Per due ragioni, la prima delle quali squisitamente tecnica: "Benché il discorso del vinile spesso sia più 'emozionale' che fisico - la quantità di informazioni trasmesse dal solco alla puntina è la stessa, sia nei vinili standard che in quelli di 180 grammi [i più richiesti dagli appassionati, ndr] - occorre fare molta attenzione: registrare e masterizzare un disco in digitale per poi farne una versione in vinile è possibile, ma inutile. Il discorso, invece, è diverso se - come ha fatto Zucchero per "Black Cat" - si incide e si masterizza un disco in analogico per restituire durante la riproduzione il calore proprio della tecnologia di un tempo". Nel caso, invece, di lavori sul catalogo, cioè su opere già analogiche alla fonte sulle quali si voglia attuare operazioni di valorizzazione, il problema è un altro. E a risolverlo può pensare solo l'artista: "Noi come Universal ci stiamo concentrando molto sul format dell'opera omnia", spiega Battaglia, "E dare qualcosa in più a un appassionato non è facile. Nella concezione di un cofanetto è fondamentale la collaborazione dell'artista, o dei suoi eredi: solo così si riescono a recuperare - o inserire nella tracklist - outtake, inediti, versioni o missaggi alternativi che davvero svelino il backstage di un percorso artistico".

L'edizione deluxe e il cofanetto sono format d'importazione, che gli appassionati italiani hanno sempre visto applicato alle grandi star internazionali. Qualcosa, però, si sta muovendo anche da noi: 

 

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“I Nomadi 1965/1979 – Diario di viaggio di Augusto e Beppe” è un cofanetto che "riguarda un periodo ben preciso della più longeva rock band italiana", spiega Battaglia, nonché il "primo esperimento" compiuto sul repertorio di una band tricolore, per una volta trattata - come ha osservato Franco Zanetti - alla stregua di una grande band internazionale: in otto CD (nella versione super-deluxe, ma c’è anche un’edizione standard da quattro CD) sono state ripescate dal catalogo EMI del gruppo 119 canzoni riordinandole per “Il meglio”, “Inediti”, “Demo e rarità”, “Le cover dei Nomadi”, “I Nomadi cantano e interpretano Guccini” e “Album Concerto” (nello specifico, il disco con Francesco Guccini registrato dal vivo nel 1979 al Kiwi di Piumazzo e al Club 77 di Pavana).

 

Questi prodotti - visti dalla prospettiva di chi li commercializza - non sono troppo diversi da quelli ordinari: "Il margine su un prodotto a edizione limitata e un album standard non è troppo diverso", spiega Battaglia, "Qui abbiamo costi più contenuti sullo sfruttamento editoriale delle opere perché già in catalogo, ma - di contro - spese molto più alte di produzione materiale, per ovvie ragioni". Completamente diverso, invece, è il discorso su promozione e comunicazione: "Comprare pubblicità in TV, in prime time, per certi prodotti è del tutto superfluo. In certi casi, la cosa migliore da fare è viralizzare il messaggio presso la fan base, e fare affidamento sulle (poche) testate specializzate rimaste".

 

Di fan base ce ne sono di attivissime e molto esigenti, come per esempio quella dei Queen, alla quale è destinato il box set "Freddie Mercury - Messenger of the Gods: the Singles": nella versione deluxe del cofanetto (disponibile anche in versione da 2 CD e booklet da 20 pagine, oltre che in digitale), sono raccolti, su 7 pollici colorati, tutti i singoli pubblicati dal grande frontman britannico al di fuori dei Queen, da "Love Kills" dell''84 ai remix postumi di "Living On My Own", senza dimenticare - però - quelli che davvero possono davvero essere considerati le prime prove da solista dell'artista, ovvero la cover dei Beach Boys "I Can Hear Music" e "Goin 'Back", registrate nell'ambito del progetto di Robin Geoffrey Cable Larry Lurex solo una settimana prima del debutto discografico dei Queen.

 

Per comprendere meglio il presente (e il passato), è bene rivolgere lo sguardo anche al futuro. Per il momento a occupare in toto il catalogo di edizioni deluxe e box set sono gli immortali, ma la vena - seppure sterminata - un domani andrà comunque ad esaurirsi. Immaginandosi tra vent'anni, con che artisti - meglio se italiani - Battaglia si immagina di collaborare per la realizzazione di cofanetti monografici? "Direi i cantautori, come Tiziano Ferro, Jovanotti, Cesare Cremonini e Caparezza. Comunque artisti, gente che scrive da sé le proprie canzoni. In poche parole, artisti che siano davvero artisti. Perché, come ho detto prima, questo è un settore che ha quasi più a che fare con l'arte che non con la musica". Per il resto, inutile perdersi in speculazioni più o meno oziose: "Il nostro comparto opera sul catalogo", spiega Battaglia senza mezzi termini, "A noi spetta trovare i modi più giusti per valorizzarlo, non trovare il nuovo Tiziano Ferro. Per quello dovreste chiedere al reparto A&R...". Ma il gioco, come sempre, quando riesce bene è perché i giocatori hanno saputo fare squadra: "Fatto cento di tutti i prodotti pubblicati - in qualsiasi formato - in un anno, quelli ascrivibili allo sfruttamento del catalogo rappresentano il 50% del fatturato. Il resto lo fanno le novità, cioè i titoli pubblicati negli ultimi dodici mesi".

(dp)

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