NEWS   |   Pop/Rock / 01/12/2016

Da riscoprire: la storia di “I'm your man” di Leonard Cohen

Da riscoprire: la storia di “I'm your man” di Leonard Cohen

Nel 1984 Leonard Cohen pubblica “Various positions”: è il suo primo disco della decade. Contiene due delle sue più grandi canzoni di sempre: “Dance me to the end of love” e “Hallelujah”. Anche se il successo di quest’ultima - oggi forse considerata la sua più famosa - è successivo.  Il percorso della canzone è talmente complesso che è  stato scritto un libro sulla sua fama: “The Holy or the Broken: Leonard Cohen, Jeff Buckley & the Unlikely Ascent of ‘Hallelujah’, di Alan Light. 

In buona parte è derivato proprio dalla versione di Jeff Buckley, che l’aveva ascoltata da John Cale, che a sua volta l’aveva ripresa nel ‘91.  Riascoltare oggi la versione originale fa uno strano effetto: Cohen, stava sperimentando con u suoni tipici del periodo, tastiere e arrangiamenti molto diversi da quelli che darà alle sue canzoni nella fase finale della sua carriera, in particolare nei tour successivi al 2008.

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ll periodo tra i due album è segnato soprattutto dal suo ritorno alla popolarità anche se per via indiretta, grazie a “Famous Blue Raincoat”, l’album di cover di Jennifer Warnes del 1987 che conterrà l’allora inedita “First we take Manatthan”. La versione reincisa apre il nuovo album, che esce esattamente un anno dopo. Il disco venne inciso tra Los Angeles e Montreal con l’aiuto dei produttori Roscoe Beck, Jean-Michel Reusser e Michel Robidoux.

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