Mario Biondi, esce la raccolta 'Best of soul': 'La gavetta è stata fondamentale' - INTERVISTA

Mario Biondi, esce la raccolta 'Best of soul': 'La gavetta è stata fondamentale' - INTERVISTA

Uscirà venerdì 18 novembre "Best of soul", la raccolta di Mario Biondi che celebra i suoi primi dieci anni di attività discografica. Il disco, che è stato anticipato dal singolo "Do you feel like I feel", contiene un totale di 22 brani: 7 di questi sono inediti, gli altri 15 sono stati pescati dai sette album in studio pubblicati dal crooner catanese dal 2006 fino ad oggi: "È una raccolta che celebra questi dieci anni, bellissimi, ma anche pieni di difficoltà", racconta Biondi tracciando un bilancio, "mi sono dovuto misurare con un ambiente molto diverso da quello artistico, più manageriale e organizzativo, che ha a che vedere con tante cose alle quali non ero abituato. Ho fatto tanti errori di valutazione di persone intorno a me, di firme sbagliate, di accordi presi, ci sono stati rimpianti e lacrime".

Anche se il suo primo album ufficiale, "Handful of soul", è uscito nel 2006 - quando il cantante aveva già 35 anni - Biondi ha alle sue spalle una carriera quasi trentennale. Quanto ha contato la cosiddetta gavetta? "È stata fondamentale, perché mi ha permesso e mi ha dato la fortuna di conoscere migliaia di persone che ancora oggi, a distanza di trent'anni, sono ancora con me, mi seguono come fan, comprano i miei dischi, vengono ai miei concerti", risponde lui, "i primi live li ho fatti che avevo 14 anni, nelle piazze, poi a 16-17 anni ho cominciato la carriera più 'professionale'. Talvolta facevo sette sere alla settimana, ero una specie di caterpillar. Dopo una serie di tentativi dance, di mix in vinile 12" che ebbero un certo tipo di risposta da parte del pubblico inglese, nel 2006 uscì 'Handful of soul'". Nel corso di questi anni, Biondi è riuscito a costruirsi anche un pubblico di fedelissimi oltre i confini nazionali, in particolar modo nel Regno Unito e nel 2013 si è pure esibito pure sul palco della Royal Albert Hall - uno dei templi della musica britannica: "Non trovo particolari diversità tra il pubblico italiano e il pubblico straniero: hanno la stessa voglia di divertirsi, di ballare. Spesso, all'estero, ho l'occasione di esibirmi nei club, dove il contatto è più ravvicinato", racconta il crooner, "e questo mi riporta al periodo della gavetta, mi fa interloquire con il pubblico più da vicino. Mi sento sempre a casa, perché la musica è casa mia".

Gli inediti, dunque. "Do you feel like I feel", scritto da Nicola Conte, è una reinterpretazione di Biondi della canzone già incisa da Gregory Porter per l'album "Love & Revolution" dello stesso Nicola Conte, ed è un pezzo dalle orchestrazioni suggestive tipiche dell'epoca d'oro del soul. "Chilly girl" è una canzone dalle sonorità esotiche in cui si racconta di un incontro con una misteriosa ragazza, comparsa all’improvviso e misteriosamente sparita il giorno successivo. "You are my queen omaggia ritmicamente la celebre "This is what you are", mentre "Mystery of man" è la versione di Biondi del brano - nato dalla collabroazione tra Francy Boland, Gigi Campi e Gene Lees - originariamente interpretato nel nel 1984 da Sarah Vaughan, durante il concerto "One World one peace" di Düsseldorf. "I will never stop loving you" presenta un arrangiamento brazilian jazz, con gli archi curati da Niccolò Fragile. Il trombettista Fabrizio Bosso e il percussionista americano Vincent Montana Jr. sono ospiti di "Stay with me", che a detta di Biondi recupera il sound dell'etichetta Philadelphia International e omaggia Barry White. "Never stop dreaming", disponibile esclusivamente in digitale, recupera certa atmosfere care a Quincy Jones. Ma tutta l'essenza di "Best of soul", come spiega Mario Biondi, è contenuta in "Gratitude", un omaggio al suo pubblico dopo questi dieci anni di attività discografica. Il pezzo è stato scritto da Jeff Cascaro e Robin Meloy Goldsby: "È tutto racchiuso in questa canzone. Con 'Gratitude' ringrazio, in maniera molto accorata, il pubblico che mi segue, che compra i miei dischi e che viene a sentirmi in concerto", dice il cantante.

Dobbiamo aspettarci una ristampa deluxe della raccolta in seguito ad un'eventuale partecipazione di Mario Biondi al Festival di Sanremo 2017? "Mi è stata proposta quasi tutti gli anni una partecipazione. Non è il caso di quest'anno perché non l'abbiamo presa in considerazione o forse non siamo stati presi in considerazione", risponde lui, "ora sto coltivando il discorso relativo al pubblico estero e alla tournée". Già, il tour: la partenza è fissata per il prossimo febbraio, con alcune date nel Regno Unito. Per ascoltare dal vivo Mario Biondi in Italia bisognerà aspettare il prossimo 6 marzo, quando la branca italiana della tournée debutterà al a Genova, portando poi il crooner ad esibirsi in diverse città della Penisola - qui il calendario completo: "Voglio finire queste date con una grossa celebrazione in stile Royal Albert Hall, come già avevo fatto nel marzo del 2013. Non abbiamo ancora un'idea chiarissima: cercheremo di fare una cosa molto bella, con ospiti", promette lui.

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