Jim Kerr (Simple Minds) racconta come nacque "Don't you (forget about me)" - VIDEO

Jim Kerr (Simple Minds) racconta come nacque "Don't you (forget about me)" - VIDEO

Jim Kerr ha raccontato al Guardian come nacque la hit “Don’t you (forget about me) che rese popolari i Simple Minds in tutto il mondo. Questo il racconto del frontman della band scozzese.

 

Eravamo a metà degli anni ottanta e avevamo appena pubblicato “Sparkle in the Rain”. Tuttavia, come per molte band britanniche, gli Stati Uniti erano un altro mondo. Allora la nostra casa discografica venne da noi con un'idea. Il regista John Hughes stava girando un film chiamato “The Breakfast Club”, loro pensarono che sarebbe stato un buon veicolo promozionale per le loro band. Tutto filò liscio fino a quando ci dissero: "E abbiamo una canzone per voi."

 

Essendo dei sempliciotti di Glasgow rispondemmo: "Cosa? No, noi scriviamo le nostre canzoni". Allora il nostro manager Bruce Findlay disse: "Andiamo a vedere il film, per non fare i maleducati". Vedemmo un montaggio preliminare in un cinema nel West End di questo film che parlava di studenti adolescenti americani, senza entusiasmo.

 

Ma la mia moglie del tempo Chrissie (Hynde), che era più anziana e saggia mi disse: "Mi piace la canzone. Qual è il problema?". Infine, l’autore della canzone, Keith Forsey, mi telefonò e piuttosto abilmente disse: "Sono un grande fan della band. Che ne dici se passiamo un paio di giorni insieme? Magari faremo qualcosa in futuro."

 

Gli abbiamo fatto passare un sacco di tempo al pub. Alla fine, mi spiaceva per lui. Gli dissi: "Forse dovremmo andare in studio per un pomeriggio a lavorare sulla tua melodia." La canzone era solo una demo su una cassetta malconcia con Keith che canta sulle tastiere. Non suonava come qualcosa che avremmo fatto, ma nella session con il nostro nuovo migliore amico l’abbiamo fatta funzionare. Ho aggiunto il "la la-la-la-la" finale, perché non avevo le parole. Dissi che avrei scritto qualcosa, ma Keith alzò la voce: "Devi passare sul mio cadavere. Teniamo quello.”

 

“The Breakfast Club” uscì tre mesi dopo e “Don’t you (forget about me)” uscì come singolo. Impazzava su MTV e ben presto era secondo nella classifica statunitense. Una settimana dopo, ero nel sud della Francia, quando ho ricevuto una telefonata che mi diceva che eravamo numeri uno.

 

Otto anni prima, nel 1977, avevo chiesto a mio padre per 100 sterline per mettere insieme la band. Faceva il muratore era lì seduto con il suo giubbotto, come Rab C Nesbitt (protagonista di una serie televisiva scozzese su un ubriacone di Glasgow), pensava che fossimo dei coglioni. Mi disse: "Vuoi dire come i Beatles? suonare negli stadi?" Risposi: "Probabilmente". Quando facemmo Don’t you (forget about me) a Philadelphia per il Live Aid nel 1985, mio papà era lì davanti. E’ stato il primo di molti stadi, anche se lui non ha mai avuto indietro le sue 100 sterline.

 

Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.