Storie leggendarie del rock: Sinéad O' Connor contro tutti

Storie leggendarie del rock: Sinéad O' Connor contro tutti

Questa “leggenda rock” è un estratto da “Storia leggendaria della musica rock”, volume scritto da Riccardo Bertoncelli e Gianni Sibilla per Giunti Editore. Il volume ripercorre la storia dei grandi artisti attraverso episodi mitologici, aneddoti, storie: Rockol ne sceglie uno e lo pubblica ogni settimana, per gentile concessione dell’editore. In fondo alla leggenda, trovate una playlist con la musica del libro: buona lettura e buon ascolto!

La ragazza attende dietro le quinte. E` inquieta, nervosa, e la tensione la fa sembrare ancora piu` pallida e magra, con quella pelle diafana e i capelli cortissimi, da pulcino senza piume. E` una sera di  fine estate del 1990 e Sine´ad O’Connor sta per salire sul palco del Garden State Arts Center di Holmdel, New Jersey. La attendono in sala novemila persone, attirate dal mito della giovane cantautrice capace di mescolare dolcezza e ira, sogni d’amore e dura protesta, e di incarnare un nuovo tipo di donna, determinata e libera. Il pubblico inglese e` rimasto affascinato fin dal primo LP, THE LION & THE COBRA: quello americano ha invece avuto bisogno del seguito, I DO NOT WANT WHAT I HAVEN’T GOT, un disco ancora piu` sottile e maturo, con i suoi fermenti originali e una personale traduzione di Nothing Compares To U di Prince.

E` appunto per promuovere quell’album che Sine´ad ha passato l’estate in giro per gli Stati Uniti e che quella sera si trova li`, a Holmdel, per una delle ultime date del tour. Ma qualcosa non va ed e` per quel motivo che Sine´ad freme e s’inquieta appena dietro al palco. Qualcuno dell’organizzazione l’ha appena avvertita che, prima che il concerto inizi, sara` suonato in sala l’inno nazionale: e` un’usanza, in molti posti degli Stati Uniti, e quasi un obbligo per luoghi pubblici come quell’Arts Center. La spiegazione non convince Sine´ad, che protesta e minaccia di non esibirsi: “Non voglio andare in scena dopo l’inno nazionale di un Paese che pratica la censura, che arresta e perseguita la gente che sul palco esprime i propri sentimenti” dira` poi, ricostruendo i fatti dal suo punto di vista. Gli organizzatori sono sbalorditi, non sanno cosa fare. Gli spettatori rumoreggiano, Sine´ad e` irremovibile. Alla  ne sono costretti a cedere; temono incidenti in sala nel caso di un annulla- mento del concerto e cosi` accettano di sospendere l’esecuzione dell’inno, salvo avvisare le agenzie dell’accaduto e diffondere polemici giudizi.

Il giorno dopo i quotidiani locali non parlano d’altro e a gettare benzina sul fuoco provvede anche il vecchio Frank Sinatra, in scena all’Arts Center giusto ventiquattr’ore dopo. “Mi sarebbe piaciuto esserci, ieri sera”, commenta al microfono con fare da John Wayne, “per vedere questa Sine´ad O’Connor e rifilarle un bel calcio nel culo”. Presto il caso diventa un affare nazionale. Molti spettatori disdicono i biglietti per le ultime date del tour, alcune radio locali bandiscono le canzoni della O’Connor dalla loro programmazione e accusano l’artista di “fascismo antiamericano”. Qualcuno ventila l’idea di sospendere la tourne´e ma Sine´ad non ci pensa nemmeno: fra tempeste e polemiche e` nel suo elemento naturale, e ha quasi l’aria di divertirsi. A Saratoga Springs, nello Stato di New York, un senatore del partito repubblicano organizza un boicottaggio contro il concerto dell’artista previsto in quella citta`. Centinaia di persone manifestano davanti alla sala dov’e` previsto lo show e mescolata alla folla c’e` anche lei, Sine´ad, con una parrucca bionda per non farsi riconoscere. Una troupe televisiva la avvicina, senza accorgersi del trucco, e le richiede un giudizio su quella vicenda. Sine´ad glissa con un ghigno.

Se qualcuno crede di averla domata con quel boicottaggio, si sbaglia di grosso. Due anni dopo Sine´ad viene invitata a esibirsi al Saturday Night Live; il programma comico e` una delle istituzioni della TV americana. E` da poco uscito AM I NOT YOUR GIRL? e le reazioni sono tiepide: il nuovo album contiene soprattutto standard jazz. Ma quella sera, negli studi televisivi di New York, non otterra` una risposta tiepida. Vestito bianco, capello sempre rasato a zero, sguardo  ero dritto verso la telecamera, canta una poten- te e toccante versione a cappella di War di Bob Marley, che non e` neanche nell’album. Cambia un po’ le parole, canta di “child abuse”. E calca la pronuncia di quelle due parole, come ha fatto in prova, poco prima di strappare una foto di un bambino rifugiato.
Ma e` un’altra la foto che tiene nascosta dietro la schiena, ora che e` in diretta TV. “Abbiamo fede nella vittoria del bene sul male”, canta: e su quest’ultima parola porta davanti a se´ un’immagine di Papa Giovanni Paolo II e la strappa in quattro pezzi. Il rumore della carta che si straccia echeggia dallo studio ammutolito a tutta la Costa Est. “Combattete il vero nemico”, urla Sine´ad, ed e` chiaro che non sta piu` parlando dei rifugiati ma delle accuse di abusi sessuali sui bambini.

Gli autori in cabina di regia sono pietrificati ma hanno la prontezza di ordinare di non far partire gli applausi. Alla NBC iniziano a squillare i telefoni: nel giro di un’ora arrivano quattromilaquattrocento telefonate di protesta. La NBC decide di non tagliare la performance dalla trasmissione in differita sulla costa ovest, pero` dopo tutte quelle proteste la togliera` dalle repliche successive, dove verra` recuperata la registrazione alle prove.
Due settimane dopo Sine´ad viene accolta da fischi al Madison Square Garden. E` li` per cantare una canzone al concerto tributo per i trent’anni di carriera di Bob Dylan: la band prova a eseguire le prime note di I Believe In You ma le urla degli spettatori coprono le note del piano. Lei sfida il pubblico con il suo sguardo  ero, fa segno alla band di smettere e dice: “Alzatemi il microfono”. Intona War, questa volta con rabbia e urlando,  no a sovra- stare il pubblico. Alla  ne non ci sono foto strappate ma solo le braccia di Kris Kristofferson che la sostengono e accompagnano fuori dal palco, mentre lei scoppia a piangere.

Sine´ad sfida il pubblico, e continuera` a farlo, negli anni, pubblicando di tutto, da dischi di reggae a musica tradizionale irlandese. Sfida e litiga con tutti: giornalisti, a cui concede interviste salvo andarsene alla prima domanda. Discografici e organizzatori di concerti, a cui annulla altre date. Arriva alle mani persino con Prince, che la invita nella sua magione e cerca di farle un discorso da padre, consigliandole di non dire parolacce nelle interviste. Il Principe, per tutta risposta, si prende un “vaffanculo”, a cui reagisce minacciando fisicamente la cantante, che scappa nella notte da Paisley Park. Sine´ad litiga con i padri dei suoi  figli,  funo a minacciare il suicidio piu` di una volta. La ragazza dallo sguardo  ero che combatte i giganti si e` trasformata in una Don Chisciotte del rock che vede mulini a vento ovunque.

 

 

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.